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Breve viaggio nella storia dei muffins

di Redazione 05 gen 2017 0

Inglesissimi ma esportati in tutto il mondo, Italia compresa, questi dolci venivano distribuiti dai Muffin Men e oggi almeno 3 Stati americani ne hanno una versione ufficiale.

Una volta i muffins erano piccoli, così piccoli da potersi mangiare in un sol boccone. E una volta i muffins esistevano solo in Inghilterra. È lì, nel 1703, che troviamo citata la parola “muffin” per la prima volta. Parola che sembra provenga dal francese“moufflet” che sta ad indicare un pane molto morbido, o forse dal tedesco “muffe” che è invece una specie di torta. Fatto sta che questi dolcetti a base di farina, latte, burro, lievito e sale comparvero per la prima volta nel Galles nel XVI secolo. Si trattava di un dolce consumato soprattutto dalle classi più basse, quelle che stavano alle dipendenze dei signorotti inglesi. Il fornaio le preparava per la servitù utilizzando gli avanzi di pane, di farina e di frutta. Fu solo nell’età vittoriana che anche la nobiltà si accorse dei piccoli muffins che presto diventarono l’accompagnamento preferito del classico tè all’inglese.

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Muffin Men

Così popolari diventarono i muffins, i “tea cakes”, come allora venivano chiamati, che nell’era vittoriana chi passeggiava per Londra nel pomeriggio poteva incontrare per le strade i “Muffin Men”, gli “Uomini Muffin” che portavano i dolcetti sulla testa o appesi al collo su vassoietti di legno. Il loro arrivo era annunciato dal suono di una campanella. Tali e tanti erano gli squilli di queste campanelle che nel 1840 un Atto del Parlamento decise che il suono andava vietato, provvedimento che restò però inosservato.

Muffins alla Yankee

In America i muffins arrivarono nel XIX secolo e subirono qualche cambiamento. Il primo, più visibile, fu che, come accade a tutto ciò che è americano, i dolcetti si ingrandirono a dismisura, il secondo è che si alzarono in altezza a differenza di quelli inglesi che sono invece più piatti e il terzo che, assecondando un’altra tipica mania americana, quella di “improve” di migliorare il prodotto, ne furono inventate innumerevoli variazioni e soprattutto, in omaggio al palato dolce americano fu aggiunta una maggiore quantità di zucchero. Se oggi dunque viaggiate in America, dove i muffins sono consumati a colazione, ecco cosa potete aspettarvi di trovare. Muffins con spezie, datteri, mele, orzo, mais, ribes, uvetta, noci, patate, riso, prosciutto, bacon e zucca. Così americani sono diventati questi dolcetti che tre Stati hanno addirittura un loro muffin ufficiale: il Massachussets ha quello al mais, lo stato di New York quello alle mele e il Minnesota quello ai mirtilli.

Testo tratto da ⇒ I menu della festa - collana Cucinare insieme

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