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Bella e impossibile, ma anche profumata e ricca di vitamine: la mela cotogna

di Redazione 31 ott 2017 0

Come preparare un’ottima cotognata e saperne di più su questo frutto profumatissimo e simbolo di amore e fertilità.

Foto di Paolo della Corte - Foodrepublic

Questi frutti, belli e impossibili, sono preziosi per preparare le conserve. Sono infatti ricchissimi di pectina e con la cottura ne viene fuori tutta la dolcezza e il profumo, quasi di miele.

Le varietà di cotogne coltivate possono essere divise in due gruppi: quelle di forma tondeggiante, le mele cotogne, e quelle di forma oblunga, le pere cotogne. Hanno tutt’e due lo stesso colore, un bel giallo limone intenso, e tutt’e due sono pressoché immangiabili da crude; la loro polpa è infatti molto dura, quasi  legnosa e, se masticata, ha un gusto astringente e un po’ acido.

Nascono dal cotogno (Cydonia vulgaris), un albero di medie dimensioni che durante la fioritura (aprile-maggio) è uno dei più belli fra quelli da frutto. I suoi fiori, a differenza di quelli del melo o del pero, sono singoli, piccole “scodelline” bianco rosate, adagiate sul fogliame, che ricordano la rosa canina per forma e per dimensione.

Prova la ricetta ⇒ Cotognata

Foto di Paolo della Corte - Foodrepublic

Un albero sacro

Il cotogno era considerato dai Greci sacro ad Afrodite e simbolo di amore e fertilità. Plutarco racconta che, secondo un decreto di Solone, la sposa ne doveva mangiare una prima di salire sul letto nuziale di modo che la prima notte fosse più gradevole. Invece, secondo Ateneo, il carro di Venere era decorato non soltanto di rose e mirti ma anche di mele cotogne, e infatti la dea è talvolta ritratta con questo frutto in mano, pegno di amore per gli innamorati, e la tesi non deve essere del tutto peregrina se fino al secolo scorso l’usanza di gettare una mela cotogna per invitare all’amore era ancora viva tra i serbi.

La cotognata di Nostradamus

Nostradamus amava la cotognata tanto che nel suo libro ne dava ben tre ricette. Eccovi quella più semplice. “Prendete dodici cotogne e cuocetele in una caldaia di rame, quando saranno ben arrostite pelatele e passatele attraverso una tela nuova fitta e ben serrata. Pesate la polpa e se per esempio ne avete quattro libbre, prendete tre libbre di zucchero e aggiungetelo, fate cuocere tutto in una pentola su fuoco a carbone e procuratevi un bastone rotondo e finché la polpa sarà sul fuoco non smettete di mescolare affinché non si bruci. Per controllare che sia cotta mettetene un po’ su un piatto di stagno, e se la polpa è densa e si può girare senza che si attacchi allora è pronta. Mettetela ancora calda in scatole di legno o di vetro.”

Prova la ricetta  Mostarda di mele cotogne

Gli stampini di terracotta per la cotognata
Foto di Paolo della Corte - Foodrepublic

Ne scrive l’Artusi...

“Le mamme provvide dovrebbero far buon conto delle conserve di frutta non foss’altro per appagar qualche volta la golosità dei loro bambini, spalmandole sopra fette di pane. Alcuni suggeriscono di mettere le cotogne al fuoco colla buccia onde conservino più fragranza; ma non mi sembra cosa necessaria perché dell’odore questo frutto ne dà ad esuberanza e poi ci risparmia l’incomodo di passarle”.

Tips & tricks

Le cotogne sono profumate anche da crude, tanto che una volta c’era l’abitudine di metterne qualcuna negli armadi per profumare la biancheria. Prima di preparare la cotognata, provate a tenere per un po’ qualche cotogna nell’armadio. Funziona!

Testi tratti da: Conserve di frutta e verdura - Collana Cucinare insieme

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