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3 cose da sapere sull'anguria

di Camilla Micheletti 07 ago 2018 2

Il frutto estivo per eccellenza spiegato per punti: com'era una volta, i suoi nomi e le forme più strane.

Fresca, dissetante, allegra, ma anche piena di sorprese. L’anguria o il cocomero – a seconda della latitudine a cui ci troviamo – è il frutto che più di tutti rappresenta l’estate. Dieci anni fa aveva fatto scalpore la notizia delle angurie quadrate, pagate in Giappone a peso d’oro e utilizzate dai cinesi come decorazioni per le Olimpiadi di Pechino nel 2008. Ma sapevate che l’invenzione dell’anguria quadrata non viene dall’Oriente? Oppure che questo tipo di frutta, che mangiamo da millenni, in passato aveva un aspetto molto diverso da quello che vediamo oggi sulle nostre tavole?

Abbiamo raccolto per voi 3 fatti interessanti da sapere sull’anguria: avete il nostro permesso per sfruttarli e stupire tutti alla prossima cocomerata.


L'ANGURIA NELLA STORIA

La notizia è stata tirata fuori quest’anno dal sito statunitense Vox: un quadro del Seicento dell’artista Giovanni Stanchi (foto sopra), venduto all’asta nel 2014 da Christie’s, ci mostra come appariva in quel periodo l’anguria. Meno rossa, con molti filamenti bianchi e una buccia più spessa di quella che conosciamo noi, l’anguria del quadro è stata usata anche dal professore di orticoltura dell’Università del Wisconsin James Nienhuis per spiegare l’evoluzione del famoso frutto. Del resto, nei millenni trascorsi dal primo incontro tra l’uomo questo succoso spuntino ne è passata di acqua sotto i ponti: il primo documento che testimonia la coltivazione dell'anguria è contenuto nei geroglifici egiziani di quasi 5000 anni fa. Coltivato dai cinesi nel X secolo, il frutto è stato introdotto in Europa solo nel 1200 dagli arabi. Da quel momento, anche per noi è stato amore al primo assaggio. 

Gelo di mellone


ANGURIA, COCOMERO O MELLONE? 

Puntuali come il solleone a Ferragosto, durante una cocomerata ci sono sempre quelli che cominciano un battibecco su quale sia il giusto nome del saporito frutto. Polemiche sterili, perché, come forse saprete, il nome dipende dalla regione in cui ci troviamo. La differenza principale è di tipo etimologico: la parola cocomero deriva dal latino cucumis, che significa cetriolo, mentre anguria è la traduzione dei giorni nostri del greco angoúrion.

Così abbiamo il cocomero nel Centro Italia, l’anguria al Nord e il mellone al Sud (sopra la foto del gelo di mellone), ma anche la pateca in Liguria, il cetrone in Abruzzo, la sandia in Sardegna, lo sciardiniscu in Salento e lo zipangolo in Calabria.


L'ANGURIA QUADRATA: UN'INVENZIONE ITALIANA

Sebbene in tanti credano che l’anguria quadrata sia originaria del Giappone – soprattutto per l’incredibile diffusione che ha avuto nel paese – l’invenzione appartiene a Franco Feroldi di Castelmaggiore, in provincia di Cremona. L’idea nasce da un'esigenza puramente pratica: nel 1995 dopo l’ennesimo sballottamento in macchina, con conseguente danneggiamento, Franco ha pensato come sarebbe stato bello se i grossi frutti, anziché rotondi, fossero stati quadrati. Sono cominciati, così, due anni di esperimenti che l’hanno portato nell’estate del 1997 a realizzare la prima anguria quadrata e successivamente quella triangolare, fatte crescere in particolari scatole che permettono alla luce di entrare (non ci sono manipolazioni genetiche, solamente inventiva).

Nel 2001 è arrivata la notizia di angurie quadrate dal Giappone, con grande clamore mediatico. Così Feroldi, a cui era stato rifiutato il brevetto per “mancanza di inventiva”, ha capito che la sua idea dalla parte opposta del mondo era un successo. Ha iniziato a lavorare, quindi, per trasformare la zona di Castelmaggiore nel distretto delle angurie poliformi.


Photo Credits: nonsprecare.it, vox.com, Archivio Slow Food/Barbara Torresan, bergamopost.it

COMMENTI (2) AGGIUNGI UN COMMENTO



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M.Carla
7 agosto 2015 20:54 Persona intelligente!!!
marina
8 agosto 2015 15:49 Come spesso avviene le idee geniali italiane non sono comprese e valorizzate....