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Vini e curtura nella goliardia labronica dei nostri giorni

di Fabio Rizzari 26 giu 2019 0

Resoconto disordinato di un incontro tra accademici.

Vini e curtura: curtura con la erre, eh. Si è svolta lunedì scorso, nella prestigiosa sede dello Scoglietto di Rosignano, la terza riunione ufficiosa tra l'Accademia degli Alterati e il Sodalizio Mvschiato. Se non conoscete gli Alterati è normale, ma se non sapete cos'è il Sodalizio avete un problema. Il Sodalizio è una delle poche rimaste tra le libere congregazioni di goliardi della grande e libera città di Livorno.

Livorno è città laica fin dalla fine del '500, quando le leggi livornine la resero porto franco e garante della libertà di culto per chiunque, di qualsivoglia natione. Per secoli i livornesi hanno creato società goliardiche più di ogni altra città della penisola. Ogni quartiere ne contava varie, così come erano numerosi i teatri goliardici, i caffè goliardici, i vigili goliardi, i gatti randagi goliardi, perfino i commercialisti goliardi.

Del sodalizio fanno parte numerosi nomi illustri e illustrissimi della cultura labronica e italiana tout court. Nell'incontro di lunedì erano presenti Stefano Caprina detto Capras, architetto, cartoonist e disegnatore esimio, e il genio rinascimentale Federico Maria Sardelli, i cui titoli sono talmente numerosi e apicali da non poter essere racchiusi nemmeno in una definizione di sintesi. Basta comunque citare il fatto che il Maestro Sardelli è il curatore mondiale del catalogo di Vivaldi, per mettere nella giusta prospettiva il personaggio. Per gli Alterati erano attavolati il grande Gentili senior (Ernesto) e l'arguto Gentili junior (Dario).

Per l'occasione all'ordine del giorno c'erano i seguenti punti:

- disamina dell’opera epistemologica di Karl Popper Il mondo di Parmenide. Saggi sull'illuminismo presocratico
- gara di ingurgitamento cozze
- gara di bevute (alcoli assortiti)
- rievocazione delle figure storiche della cultura di Livorno, in primis del sommo Giorgio Marchetti alias Ettore Borzacchini

La giornata, ulteriormente illuminata dal festeggiamento del compleanno del titolare dello Scoglietto, Clavdio Corrieri, ha dato numerose risultanze. Elenco in ordine sparso:

- Champagne Brut Nature Symbiose Fauve Famille Delouvin
Affilato ma non tagliente, molto marino, vibrante, buon succo, carbonica di media finezza, ottimo slancio finale: Champagne assai valido

- St Aubin Le Banc 2014 Pierre Yves Colin
Naso ancora ostaggio del legno (ma un legno di ottima timbrica, mai greve o pacchiano), gusto armonico, acidità integrata, bottiglia disintegrata in pochi minuti

- L'Andromeda liberata, che io pensavo fosse di Vivaldi, è (era, essendo in buona parte dispersa) in realtà un pasticcio musicale di vari autori. Il Sardelli ci fa presente tuttavia che la famosa aria Sovente il sole è di Vivaldi stesso.

- Chablis Séchet 2010 Dauvissat
Incisivo ma non quanto mi sarei aspettato nello spettro aromatico, comunque dotato dei regolamentari sentori di alga marina, ostrica, gesso, lime, ha gusto in linea con il blasone del produttore: ritmato, limpido, reattivo, pieno di sève

- Lo zio Bombetta della famiglia Gentili - che al cinema commentava ad alta voce ogni scena, battendo pugni sullo schienale del dirimpettaio - era una figura notevole

- St Romain 2017 Alain Gras
Purissimo, entusiasmante nella voce del frutto, davvero lirica. Snello, aggraziato, delizioso al gusto. Una meraviglia

- Le Suites per cembalo composte dal Maestro Sardelli sono una mirabile sintesi stilistica, sorta di fusione dinamica tra il carattere di D'Anglebert e quello di Rameau

- Champagne Fernand Hutasse Tradition
Probabilmente il miglior esito vinico dell'occasione: intenso nel colore, luminoso, arioso, tonico, di impressionante progressione al palato


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