il BOTTIGLIERE Le parole del vino

Vini da scoprire, una nuova edizione

di Fabio Rizzari 25 apr 2017 2

Torna in una nuova forma il volume a firma tripla sull’Italia del vino poco (o per nulla) conosciuta.

Si può firmare un libro a sei mani? Certo, e anzi si può arrivare fino a otto: come diceva Totò in Un turco napoletano, “figlia mia, io sono ottomano, tu di mani ne vedi due ma io ce ne ho altre sei”. Incoraggiati da questa evidenza editoriale, Armando Castagno, Giampaolo Gravina e io abbiamo fatto uscire lo scorso anno, per i tipi della Giunti, Vini da Scoprire: una pubblicazione che ha inteso gettare un piccolo cono di luce su vignaioli giovani e sconosciuti e vignaioli vecchi e poco conosciuti; escludendo quindi quelli di mezza età e molto conosciuti.

Questo taglio critico, che è stato definito “originale, geniale, brillante, di grande fascino” dalla madre di uno dei tre autori, ha fatto circolare l’opera in misura molto maggiore alle nostre attese. Superando in copie vendute numerose altre pubblicazioni di settore, compresa qualche guida.

Grazie a questa calda e inattesa accoglienza, e reduci dai successi delle tournée internazionali – anche in Sudamerica – noi tre torneremo quindi anche quest’anno sul campo. Per proporre ai lettori vini nuovi, buoni, onesti, facili da bere. Cioè l’opposto dei vini di stile vecchio, cattivelli, furbeschi, difficili o impossibili da ingollare.

Lo faremo da una prospettiva pressoché analoga, ma ponendo ancora di più l’accento sulla immediata, spensierata, irrefrenabile facilità di beva di moltissimi prodotti che a torto vengono definiti vinelli; in tono riduttivo o quasi spregiativo. La struttura di un vino infatti non è di per sé un valore; come non è un disvalore, sia ben chiaro: lo si è detto e scritto decine di volte, un opulento Cannonau può benissimo essere più bello e semplice da bere di un rosato vuoto, alcolico e immobile al palato.

Sul questa linea stiamo lavorando anche in queste settimane. Dritte, osservazioni, suggerimenti sono benvenuti. Noi numerose bottiglie di incredibile gustosità e freschezza le abbiamo già trovate. Un esempio? Ecco le note che ho scritto ieri su un Sangiovese di zona poco nota: “Colore intenso ma non opaco, profumi di sorprendente complessità, molto sui toni di sangue e inchiostro da grande rosso del Rodano settentrionale, gusto netto e filante, dritto come quadrello di balestra, con tannini sodi e saporiti e chiusura in crescendo di spinta e allungo”. Interessante, eh? Però, per questo e altri nomi, vi toccherà attendere ancora qualche mese…

Illustrazione: © Rosario Oliva

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Marco
25 aprile 2017 20:58 Bellissima notizia! non vedo l'ora di leggervi (di nuovo)
vocativo
28 aprile 2017 15:05 Non so se avete statistiche o curiosità sul genere, ma mi piace immaginare che una discreta fetta dei lettori di Vini da scoprire provenga dai "vecchi" fedeli alla guida espressica.