il BOTTIGLIERE Degustazioni

Un’occhiata a l’oeillade

di Fabio Rizzari 06 apr 2018 1

Un raro rosso del sud della Francia.

Un amico che si occupa di tutto meno che di vino mi ha riportato da un viaggio in Linguadoca un rosso misterioso. Sulle prime, e anche sulle seconde, non sono riuscito a capire da che parte sbucasse. A malapena, da alcuni indizi come la scritta in etichetta “elevé et mis en bouteille”, ho ricostruito una probabile origine francese.  Certo, non avrei potuto scartare del tutto l’ipotesi di un prodotto svizzero; ma l’indicazione finale “vin biologique - produit de France”  ha fugato quantomeno i dubbi più macroscopici. 

Il nome del vino - Coteaux de Salagou Oeillade 2015 Mas de Chimères - non mi comunicava a sua volta una sega nulla.  Da una serie di informazioni frammentarie, “raccolte e coordinate in appresso”, ho assodato alcuni punti. Tutti poco chiari. 

L’appellation Coteaux de Salagou fa riferimento al bacino lacustre di Salagou, pare creato artificialmente negli anni Sessanta. Il terroir, quanto a lui, è molto meno anonimo, e ospita varietà rare e rarissime quali appunto la oeillade. Di tale vitigno l’ampelografo italico Mondini scrive nel 1898: 

L’oeillade è un vitigno antichissimo della regione mediterranea della Francia. Si distingue l’oeillade nera dalla bianca, che viene considerata come una semplice variazione di colore della prima.[...]
In passato questo vitigno ha prodotto un vino bianco stimatissimo, noto con il nome di Picardan.”


Sbrogliata un po’ la matassa? manco per niente, perché secondo L’Oxford Companion to wine si confonde impropriamente l’oeillade storica con la più comune uva cinsaut; e tuttavia quest’ultima si può - sembra - etichettare legalmente come oeillade. 

Sia come sia, la bevuta mi ha dato: “colore profondo anche se non opaco, aromi piuttosto contratti e liquiriziosi all’inizio, poi sul frutto scuro (ribes nero); bocca compatta e un po’ legata, ma di notevole progressione. Sorprendente la grana e il tatto dei tannini, davvero fini”

Sarebbe bello visitare il luogo e provare gli altri vini della zona. 
A trovarla, la zona, beninteso. 

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VOCATIVO
6 aprile 2018 16:35 Nella foto, si suppone, non è l'amico.