il BOTTIGLIERE Riflessioni

Una gemma (semi) nascosta a Bordeaux

di Fabio Rizzari 24 mag 2018 3

A dispetto della speculazione mondiale, nel bordolese si trovano grandi bottiglie a prezzi ancora umani.

È inevitabile: quando i vini più famosi di una zona produttiva superano la soglia critica di prezzo (vale a dire raggiungono e oltrepassano il valore medio di una seduta psicoanalitica) il bevitore è costretto a ripiegare su bottiglie meno inarrivabili. 

In alcuni casi però, è qui sta il punto, non si tratta proprio di un ripiegamento. Anzi. In alcuni casi si casca meglio. O quantomeno si fa pari e patta. 

Prendiamo il caso di Bordeaux. Si possono comprare i Premier Cru Classé? Sì, se ti chiami Warren Buffett o Jeff Bezos. No, in tutti gli altri casi (7.422.000.000* meno 2, uguale 7.421.999.998 abitanti della Terra che rientrano nel no). 

Sbaglia, tuttavia, chi ritiene che non si possa bere altrettanto bene. Il bordolese è - relativamente - ricco di bottiglie altrettanto grandi. Negli ultimi anni ne ho citate diverse. Una delle più convincenti è Haut-Bailly. 

Di storia antica, documentata fin dal sedicesimo secolo, è un nome ben noto ai carbonari del vino per l’estrema finezza del bouquet e del gusto. Ben noto da qualche annetto, se è vero - come sembra - che in comparazione stracciò quasi tutti i grandi nomi della zona già con l'annata 1878. 

Da allora, nonostante la classe incontestabile, la fama dello Château è rimasta appannaggio di non moltissimi ma astuti compratori. L’UGC (Union des Grands Crus) lo presenta in modo encomiastico:

“La reputazione di questo cru, stabilita nell’800, lo colloca al rango dei più grandi vini di Bordeaux. (…) Beneficia di vigne centenarie su un quarto della superficie del vigneto e gode di un terroir unico”

Due sere fa, nel corso di una degustazione comparata (alla cieca) tra grandi Cabernet del pianeta, il 2004 ha sbaragliato in finezza aromatica e delicatezza del tocco bottiglie reputatissime (tra le quali un temibile Clos Rougeard 2012). Nel mio ricordo, il 2004 en vin jeune risultava più o meno pari a riuscite eccellenti quali Margaux e Latour, e addirittura superiore a campioni ineffabili quali Haut-Brion, Lafite e Mouton.

Bene. E il costo attuale del 2004? Secondo wine-searcher, sessantasette euro. Ses-san-ta-set-te euro.
Vale a dire un decimo di Lafite. Non certo regalato, per il portafoglio medio. Ma nemmeno inattingibile.
Poi non ditemi che non sono generoso nelle dritte. 

* dati 2016 

COMMENTI (3) AGGIUNGI UN COMMENTO



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Riccardo Margheri
25 maggio 2018 09:57 Sempre tenuto d'occhio, sin da quando lo scoprii nelle degustazioni comparative tra Pessac-Leognan e Bolgheri a Castagneto a Tavola, tante condotte dall'amico Ernesto. Emozioni d'antan, altri tempi... :-(
Marco
27 maggio 2018 08:55 Buongiorno, grazie per i preziosi consigli. Ma dove si può acquistare ad una cifra intorno ai 67€? Perchè ho guardato un pò on line, ma i prezzi sono quasi il triplo. :-(
Fabio Rizzari
27 maggio 2018 10:15 Salve, basta andare sul motore di ricerca specializzato principale (wine-searcher.com) per trovare online numerose offerte del 2004 anche a cifre inferiori. La prima "schermata" di risultati dà ad esempio (cifre non comprensive di tasse): Vins Grands Crus (Francia): 56 euro - Bordeaux Vintners Ltd (Inghilterra): 57 euro - Crump, Richmond & Shaw Fine Wines (Inghilterra): 60,42 euro