il BOTTIGLIERE Degustazioni

Una degustazione particolare

di Fabio Rizzari 17 apr 2019 0

Un vino introvabile per celebrare una persona unica.

Renzo Priori detto Renzino era una persona unica. Non come sono uniche e irripetibili tutte le persone: era unico nella sua unicità. Un’unicità di livello superiore, quindi, che lo rende difficile da descrivere a chi non l’ha mai conosciuto. In estrema sintesi, Renzino era la persona più buona e mite della Galassia. In confronto a lui, Madre Teresa poteva apparire una serial killer, Papa Giovanni XXIII uno della banda della Magliana, San Giuseppe un narcotrafficante.

Renzino si occupava d’altro nella vita, ma aveva la grande passione dei vini. Per anni ci ha dato una mano nelle fasi delle degustazioni della vecchia guida espressica. Passione divorante, dentro la passione dei vini, i vini spumanti. La sua schiettezza d’animo gli aveva procurato schiere di amici, tra gli appassionati e tra i produttori. Un suo amico speciale è stato – ed è – Ruben Larentis, ispirato enologo dell'azienda Ferrari di Trento. Il Giulio Ferrari era infatti una delle icone intoccabili del Priori. A testimonianza del suo slancio positivo verso ogni vino, per quanto semplice fosse, riporto la sua personale scala di valori degustativi:

Bono
Bono bono
Bono bono bono

Una visione che sottrae questo post all'ambito ristretto di una cronaca privata, e che dice o dovrebbe dire qualcosa a ogni bevitore.

Renzino se n’è andato ormai quasi un anno fa. Per ricordarlo un suo compagno di avventure vinose e di intraprese, Mirko Banacchioni, ha pensato bene di organizzare una bevuta in suo onore. “Intraprese” perché Mirko e Renzo avevano progettato insieme Ardengo, il locale di Prato – bello e raccomandabilissimo - che ha ospitato la piccola compagnia di amici della celebrazione.

Tra i partecipanti alcuni vecchi commilitoni della guida, da Ernesto Gentili a Fernando Pardini a Massimo Zanichelli, ma anche colleghi di altre testate come Carlo Macchi, Marco Sabellico, Chiara Giovoni, a testimonianza di quanto l’affetto per il Priori fosse trasversale e universale.

A scopo festeggiamentale Ruben ha portato un’ampia selezione di annate del Le bollicine di Nonno Felice, lo spumante più amato da Renzino. Uno spumante più unico che raro: non va in commercio, purtroppo, perché è “riservato ai brindisi degli amici più cari”, come recita l’etichetta. Larentis lo produce nella sua piccola vigna di proprietà, a 800 metri d’altitudine, sulle pendici del monte Bondone, sopra Trento. Un numero infinitesimale di bottiglie di un vino realizzato con la tecnica più spartana del mondo: uve chardonnay pressate con un piccolo torchio, due damigiane, rifermentazione in bottiglia con liqueur versato a mano. Per un risultato di incredibile potenza espressiva, degna del più rarefatto cru della Champagne.

Ho scritto qualche nota di assaggio così, per pura abitudine di cronista, come un asino segue la strada di casa quasi a occhi chiusi. Le propongo qui tal quali. Senza variare gli aggettivi, senza cambiare i termini ripetitivi, senza aggiustare le frasi.  

2010
In riduzione, da aerare; freschissimo, impressionante per reattività

2009
Naso di notevole complessità, note di gesso; sapidissimo, succoso, molto vivo

2008
Finissimo nell'apertura aromatica e di incredibile energia al palato, stimola la salivazione come la vista di un piatto di amatriciana

2005
Colore più profondo dei precedenti, molto chiuso all' olfatto in prima battuta; si libera in fretta, aprendo su note di champignon e lime; palato ancora vitale ma meno articolato e stratificato dei precedenti; in compenso più complesso
2a bottiglia: meno ossidativa e molto più fresca

2004
Oliva nera, cera d'api, sottobosco; bellissime sfumature tartufate e in parte floreali; palato che si allarga un poco, rimanendo ben centrato e contrastato

2003
Miele, cera d'api, oliva; bocca più reattiva, piena di succo, luminosa

2002
Tartufatissimo, molto evoluto; al palato ha un'acidità quasi violenta, nette le sfumature di tamarindo e arancia sanguinella; contrastato e persistente

2000
In leggera riduzione, rimandi al sedano; poi rapidamente più a fuoco su aromi di rara stratificazione e complessità (alga marina, tartufo, fiori appassiti, frutta candita, etc etc); palato di impressionante luminosità e progressione, davvero unico

1999
Espressivo, in un registro meno lirico e incisivo; forti e caratterizzanti aromi di vermut; bocca che ha qualche inflessione dolce, rimanendo comunque bevibile e non seduta

1998
Colore spento, aromi anche poco rilevati, mentre al gusto manca più di altri la frazione carbonica

1996
Tartufo bianco nettissimo, su sfumature di buccia di fontina; spettacolare apertura aromatica, focalizzazione, spinta e lunghezza

1995
Tra il sedano e il tartufo, naso terziario; sapore ancora ben vitale, grintoso, incisivo

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