il BOTTIGLIERE Degustazioni

Un singolo vino da NOT, rassegna di vini franchi a Palermo

di Fabio Rizzari 16 gen 2019 2

Una nuova manifestazione arriva nel punto più meridionale d’Italia per un banco di assaggio di vini naturali.

Nessuna città o cittadina, e dico nessuna, osa negarsi oggi uno straccio di manifestazione sul vino. Basta uscire di casa e nel cortile del condominio, o davanti al supermercato, o nella piazzola del benzinaio si trovano quasi ogni giorno qualche banchetto di produttori e qualche gruppo di persone con un bicchiere in mano. Di recente sono tornato a casa e ho trovato un banco di assaggio nel mio soggiorno, con propaggini nel tinello e sul terrazzo. Non mi stupisce più nulla, quindi.

Una nuova iniziativa, tuttavia, ha scosso positivamente il mio radicato cinismo enoturistico: NOT, rassegna dei vini franchi, tenuta a Palermo lo scorso fine settimana. Innanzitutto per il posto o location, come dicono gli addetti stampa: i cantieri culturali della Zisa. Un’area industriale dismessa (ex officine aeronautiche Ducrot) estesa all’incirca quanto Perugia, nella quale aggirandosi a piedi ci si può facilmente perdere. Io sono arrivato con largo anticipo sull’apertura, ma dopo quaranta minuti di smarrimento della rotta stavo decidendo che l’unica soluzione all’impasse era trovare un posto per superare la notte e poi cercare un lavoro in zona.   

Degli interminabili capannoni alcuni appaiono ancora allo stadio di torso scheletrico deserto, altri invece risultano ben ristrutturati. Creando un posto elegantemente alternativo e ipermoderno, frequentato da una popolazione tra i quattordici e i trentadue anni di età (massimo).

Affascinante e autentico, anche se per sopraggiunti limiti di età mi sono sentito il classico pesce fuor di vino. C’erano solo tre modi per fondersi in modo armonioso con l’ambiente. Il primo, più agevole, farsi crescere il più velocemente possibile la barba (gli occhiali li porto già). Il secondo, essere presente come produttore. Oppure – terzo e più difficile - essere un guru dei vini naturali. Come il mio vecchio compagno d’armi Sandro Sangiorgi, un collega degno della massima stima per l’opera svolta negli ultimi decenni in difesa del vino anti-industriale; che difatti si muoveva con la serena consapevolezza di trovarsi nel suo ecosistema naturale, circondato da un drappello di fan e devoti discepoli.  

Erano presenti molti vignaioli bravi e bravissimi. A titolo di esempio di uno solo, tuttavia, vorrei scrivere poche righe in questo post: di Danilo Conti, quarantenne di Lipari rapito dalla bellezza muta di una vecchia vigna abbandonata su un cratere vulcanico inattivo, in contrada Fossamonte. Con l’aiuto di un talento quale Paolo Vodopivec, Danilo l’ha fatta rinascere nei primi anni Dieci di questo secolo mettendola a malvasia.

Ne ottiene – tramite vinificazioni arcaiche, in vasche di cemento, da lieviti indigeni e da macerazioni prolungate in misura attenta – un bianco sfolgorante per nitidezza aromatica e intensità di sapore. Una specie di versione secca del Passito di Pantelleria di Ferrandes, Danilo e i liparesi mi perdoneranno l’accostamento con un’altra isola: aromi di panettone e capperi, gusto di spicchio d’arancia ricoperto di sale. Poche migliaia di bottiglie di Malvasia San Bartolo, purtroppo, ma straordinariamente raccomandabili.
Dopo soli due bicchieri ho ritrovato la strada per l’albergo così, senza giri a vuoto, in un soffio.

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Rita
18 febbraio 2019 13:22 La mia passione per i vini siciliani mi ha portata fino al NOT: ho avuto modo di conoscere dei produttori dinamici che sanno come fare bene il proprio mestiere. Non sono siciliana, ma quando vado in Sicilia organizzo i miei tour per visitare le cantine e acquistare i loro prodotti. Adoro l'isola e le persone del posto, mi piace la cucina e i vini in particolare. Ultimo tour è stato presso la cantina Planeta, certamente una delle più conosciute.. ma tantissime piccole realtà meritano di avere lo stesso successo. Anche online esistono dei negozi di vini gestiti da siciliani e con un grande assortimento, come fratellimazza.it, o più selezionato e di nicchia come enotecadautore.it, che con le loro proposte a cui attingo volentieri, mi fanno viaggiare in Sicilia grazie a vini che rievocano in me tante esperienze di piacere..
Rita
18 febbraio 2019 13:22 La mia passione per i vini siciliani mi ha portata fino al NOT: ho avuto modo di conoscere dei produttori dinamici che sanno come fare bene il proprio mestiere. Non sono siciliana, ma quando vado in Sicilia organizzo i miei tour per visitare le cantine e acquistare i loro prodotti. Adoro l'isola e le persone del posto, mi piace la cucina e i vini in particolare. Ultimo tour è stato presso la cantina Planeta, certamente una delle più conosciute.. ma tantissime piccole realtà meritano di avere lo stesso successo. Anche online esistono dei negozi di vini gestiti da siciliani e con un grande assortimento, come fratellimazza.it, o più selezionato e di nicchia come enotecadautore.it, che con le loro proposte a cui attingo volentieri, mi fanno viaggiare in Sicilia grazie a vini che rievocano in me tante esperienze di piacere..