il BOTTIGLIERE Degustazioni

Un rosso tristellato nelle Langhe

di Fabio Rizzari 17 gen 2018 0

Il cru Tre Stelle della Cascina delle Rose è tra i migliori Barbaresco dell’annata 2014.

Ricordo la prima bottiglia di Barbaresco Cascina delle Rose come se fosse ieri. Infatti l’ho bevuta ieri. Per una serie di coincidenze – acquisti in cordata con altri amici cui non ho partecipato, esaurimento delle scorte dell’enoteca di fiducia, scelta di altre etichette, inondazioni, assenza di segnale, etc – fino a poche ore fa non è mi era mai capitato sulla tavola un vino di questa piccola e validissima azienda di Barbaresco.

Sulla tavola dico, eh. Perché i loro vini li avevo in passato più volte avuti in degustazione. Con esiti in genere molto incoraggianti, sebbene qua e là – soprattutto una decina d’anni fa o giù di lì – punteggiati da problemi di sughero e conseguentemente da una certa variabilità tra bottiglie.

Oggi la produzione è molto più lineare e costante, come mi assicura il buon Fernando Pardini, collega e sodale storico che ha provato a novembre scorso l’intera gamma aziendale (Barbaresco Rio Sordo 2014 per me il più buono, e di gran lunga, di tutta la denominazione tra i pari annata”).

Però pure il fratello, il Barbaresco Tre Stelle 2014, si difende egregiamente: di colore scarico ma non anemico, solo un po’ opaco all’olfatto appena versato, poi gradualmente più focalizzato nel ventaglio di profumi, che spaziano da una tenue nuance di violetta a un timbro di lampone delicatissimo; fino ad arrivare – se nel frattempo nell’entusiasmo non si è ingurgitato tutto il bicchiere  – a una trasparenza aromatica esemplare. Altrettanto convincente il gusto, ricamato nei tannini, sapido il giusto, acido quanto basta, alcolico in misura conveniente. Wine-searcher me lo dà a circa 35 euro finali sullo scaffale. Li vale tutti.    

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