il BOTTIGLIERE Degustazioni

Un rosso squadrato ma gustoso dall’ex Jugoslavia

di Fabio Rizzari 19 set 2018 0

Degustazione ed effetti psicoterapici di una bottiglia di Prokupatz.

Fino a pochi giorni fa ignoravo – in buona compagnia, credo - la qualità e anzi la stessa esistenza dell’uva rossa slava prokupatz: il che è preoccupante (da cui il presumibile etimo della parola). Eppure non si tratta di una varietà minore. Pare al contrario che sia il vitigno più rappresentativo della Serbia, dove è coltivato sin dal Medioevo. Era inoltre l’uva più diffusa nella ex Jugoslavia. Consultato in merito, l’onnisciente volumone La vite e l’uomo, dal rompicapo delle origini al salvataggio delle reliquie recita: “è un vino di pronta beva, fresco, di colore rosso rubino. Lunghe macerazioni lo rendono eccessivamente ruvido (…). È considerato un vino di alta qualità ed è destinato all’esportazione”.  

Quanto a una delle opere di riferimento sui vitigni mondiali, il celebre Vines, Grapes and Wines di Jancis Robinson (Le livre des cepages nell’edizione francese, con prefazione dell’illustre Michel Dovaz), il prokupatz viene liquidato abbastanza sbrigativamente con: “la sottigliezza non è il suo forte, ma non manca di potenza”.

Non avevo dunque ancora bevuto una singola goccia di vino a base di prokupatz o prokupac. Ho posto rimedio recentemente stappando una bottiglia di Prokupac Podrumi Toplicki 2015, prodotto a quanto sembra da un’azienda importante del sud della Serbia.

Alla bevuta mi ha generosamente offerto: zaffata molesta di rovere, dal timbro dolce piuttosto naif; emersione progressiva della linea melodica di frutto, con un basso continuo sottostante di tannini sodi, compatti, di grana in effetti non proprio finissima. Punti di forza, almeno in questo specimen, una sottile nota di pepe appena macinato (non certo macinato da una o più ore) e una beva fresca, succosa, progressiva. Un vino che entra con delicatezza nella scatola cranica e nel giro di pochi minuti ne estrae i pensieri molesti, disperdendoli in una nuvola di provvisoria euforia.  
Molto consigliabile, se solo si riesce a trovarlo, ovviamente.

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