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Un broccato di Moscato

di Fabio Rizzari 19 apr 2019 2

Un Moscato d’Asti di particolare felicità espressiva.

Bisogna diffidare dei tuttologi, in qualsiasi ambito e a maggior ragione nel vino. A meno che, naturalmente, non si tratti di fisici esperti nella "teoria del tutto" (TOE). Se qualcuno esprime non dico una semplice opinione – il che è ovviamente legittimo – ma sale in cattedra, discetta, ammaestra, tiene una lectio magistralis su una tipologia di vino che conosce per sentito dire, i canini mi si allungano, e con loro i peli delle mani e della schiena. Divento un degustatore mannaro.

Per questo io oggi esprimo una semplice opinione su una tipologia di vino, il Moscato d’Asti. Consapevole di averne una visione generica, abborracciata, e di sicuro anche anacronistica. Sono infatti rimasto ad alcuni valori sicuri da anni: Saracco, Cà d’Gal, e soprattutto Carussin.
Magari, vedi un po’, questa striminzita pattuglia si è irrobustita di nomi altrettanto validi negli ultimi tempi. E difatti questa eventualità, probabilisticamente sempre più possibile man mano che il mio palato si allontana dalle ultime vendemmie in commercio, si è concretizzata nell’assaggio di un Moscato d’Asti di sorprendente forza espressiva: il Belb 2018 Mongioia.

Un esperto di Moscato sorriderà: amici meno ignoranti mi dicono infatti che l’azienda Mongioia fa vino da oltre un secolo. Non si tratta quindi propriamente di un nome nuovo. E però, mea culpa, non era mai entrata nel mio radar bevitorio. Sempre i ben informati mi fanno presente che qui si lavora vinificando per singolo cru; che non si usano lieviti selezionati; che talune viti di moscato bianco superano addirittura i cento anni di età.

Il Belb 2018 è una delizia: sia per la ovvia esuberanza fruttata, sia – soprattutto – per il sottile equilibrio tra la dolcezza e le controspinte della carbonica, della freschezza acida e della sapidità. Carbonica, acidità e sapidità che costituiscono una sorta di ordito nella trama morbida del frutto. Di bevibilità compulsiva e inarginabile, ha fatto una figura smagliante sorseggiato anche su un baccalà. Il che fa presumere che stia bene pressoché con tutto.


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COMMENTI (2) AGGIUNGI UN COMMENTO



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Stefano
19 aprile 2019 12:26 Dell'Asti secco puoi scrivere qualcosa? Io non ne ho capito nulla
Fabio Rizzari
22 aprile 2019 19:20 Già so poco del Moscato, della versione secca non so proprio una beneamata fava, mi spiace.