il BOTTIGLIERE Degustazioni

The bubble man

di Fabio Rizzari 23 nov 2018 0

Un eccellente Cava fa capire che la produzione spumatistica spagnola non è certo aneddotica.

Homo bulla, dicevano gli antichi romani. L’uomo è [fragile come] una bolla. Come una bolla vive per una frazione di tempo, il tempo che gli è dato; e poi sparisce nell’aria sottile. Michel Onfray paragona il moto ascensionale dell’anidride carbonica in uno Champagne all’arco della vita umana: le bolle corrono verso il loro destino, per poi annientarsi raggiunta la superficie del liquido nel bicchiere. “per questo amiamo la festa e per questo lo spumante è il vino della festa, perché è un segno della nostra caducità”.

Che allegria, eh? Il termine bolla – e il suo pendant maschile - hanno anche altri significati, tutti altrettanto noiosi: la bolla papale, le bolle che vengono dopo essersi scottati al sole, il bollo dell’auto. E le marche da bollo, che tocca sempre comprare all’ultimo minuto perché allo sportello dell’ufficio comunale si guardano bene dal dirti che servono (da cui il famoso sfogo alfieriano: “bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli”).

L’orizzonte delle bolle stappate in Italia è ben delineato: a uno zoccolo duro di amanti dello Champagne si affiancano i bevitori di Franciacorta, TrentoDoc, Oltrepò Pavese, più zone isolate minori. Per tacere delle schiere di genti devote al Prosecco, nelle sue ormai numerose declinazioni stilistiche.

Pochi, da noi, si interessano ai Cava, cioè agli spumanti prodotti in Spagna, maggioritariamente nella regione catalana del Penedès. Cava che pure rappresentano una fetta non marginale del consumo mondiale di bolle. Qui la qualità può essere davvero alta. Ne è brillante prova il Clos Lentiscus, Brut Blanc de Noirs Reserva de Familia Can Ramon: nome chilometrico per un vino invece svelto, saettante, puro. Lo ottiene, da uve sumoll (???) coltivate in biodinamica, con lungo affinamento sui lieviti, Manel Arinyó. A proposito di homo bulla, Manel viene guarda caso soprannominato the bubble man per la sua peculiare abilità a creare Cava di vibrante sapidità.

Ho assaggiato il Collita 2013 (sboccato l’11 dicembre 2017) e l’ho trovato splendido: fragrante, di grana carbonica finissima, impalpabile, dal tatto avvolgente e di viva scodata salina finale. Il tutto al sorprendente prezzo di 14 euro, almeno su wine-searcher e presumibilmente tasse escluse: ma senza ulteriori bolli.

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