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Taste Alto Piemonte edizione 2019: considerazioni e assaggi

di Fabio Rizzari 03 apr 2019 1

I vini nordpiemontesi conquistano consensi e fette (sia pure al momento confidenziali) di mercato.

Il vecchio mondo del vino seguiva un percorso lineare, quanto a reportage giornalistici: visita all’azienda o manifestazione o banco d’assaggio>degustazione>elaborazione schede>pubblicazione cartacea>lettura.

Oggi il percorso è una linea arabescata, o meglio un’esplosione frattale: da una degustazione ics si dipartono selfie di influencer su Instagram, post degli ultra trentenni su Facebook, post di ultra quarantenni su qualche blog, da cui si dipartono rami di commenti che generano altri post che generano altre foto su instagram che generano altri post eccetera. Per una volta mi trovo ad apprezzare maggiormente l’oggi, dato che amo le strutture frattali, i reticoli – di senso e insensati –, le ramificazioni delle possibilità comunicative.  

In questo quadro, risulti confortante o meno, almeno un punto di partenza rimane abbastanza fedele al se stesso di qualche anno o decennio fa: la manifestazione o banco d’assaggio.

Lo scorso fine settimana ha avuto luogo la manifestazione dedicata una delle aree produttive più stimolanti e promettenti del terzo pianeta del sistema solare: l’Alto Piemonte, cioè l’area che si trova grosso modo a nord dell’asse Torino-Milano, nelle campagne delle province di Torino, Novara, Vercelli, Biella, Verbania Cusio Ossola.

Qui la generalizzazione di comodo che usiamo più o meno tutti, quella dei “vini fini ed eleganti anche se poco strutturati”, rimane un passepartout interpretativo capace di aprire quasi tutte le porte dell’albergo nordpiemontese. Quasi tutte, ma non tutte: alcuni rossi - leggi certi Gattinara e certi Bramaterra, per dire – non sono affatto distanti nell’intelaiatura estrattiva dai più ambiziosi rossi delle Langhe.  

Da assenzialista che sopravvola su molti altri eventi, partecipo fin dalla prima edizione a Taste Alto Piemonte: si sta bene, ci sono pochi stronzi in giro, l’organizzazione è eccellente e i vini sempre originali, spesso imprevedibili. A questo proposito, un unico appunto serio ai consorziati: la mattinata di assaggio principale per la stampa è un contenitore troppo variegato di annate diverse. Quest’anno si è andati dai 2009 ai 2017, passando per tutte o quasi le vendemmie intermedie. Meglio articolare l’appuntamento come una vera e propria anteprima dei nuovi vini che stanno per andare in commercio o ci sono da poco tempo.

Di seguito una sintesi degli assaggi per me più interessanti. Con una annotazione: per me la forbice del punteggio ha un senso se è minima. A fare schede che si parano il culo del tipo:

Montagne Biellesi Verde 2018 Giuseppolo
Fresco, caldo, vegetale, surmaturo, potente, leggero, acido, dolce, finale corto anche se di ottima persistenza
77/92

sono capaci tutti.  

Colline Novaresi Bianco Costa di Sera dei Tabacchei 2017 Alfonso Rinaldi
Pulito, nitidamente fruttato, non complesso, molto succoso, sfumatura vegetale, bella dinamica
87/88

Colline Novaresi Nebbiolo Mötziflon 2015 Brigatti
Colore un po' spento, note piuttosto stanche di oliva in salamoia; bocca di buona salinità, ma non tonica. Seconda bottiglia: molto fresca, succosissima, davvero un'altra cosa, frutto dolce e maturo, armonioso. Ovviamente primo specimen viziato da un tappo difettoso.  
88/89

Coste della Sesia Nebbiolo 2015 Franchino
Buon colore, buon calore, senza eccessi; palato asciutto e deciso, una certa avvolgenza glicerica, austero
84/85

Coste della Sesia Nebbiolo Castellengo 2013 Centovigne
Agrumato, fresco, buon succo, dinamico, di stile sobriamente moderno, ben proporzionato
86/87

Valli Ossolane Rosso Vigna Vagna 2017 Patrone
Stile moderno/anacronistico, molto sul fruttone (metà nebbiolo, metà merlot), palato più dinamico delle attese, molto ovvio ma oggettivamente ben fatto e basato su una materia prima matura e succosa
84/85

Valli Ossolane Nebbiolo Prünent 2016 Garrone
Fresco, arioso, netto, abbastanza formato già oggi, bel passo al palato, ottima polpa, vinificazione impeccabile; vino magnifico, una spanna (sostantivo usato non a caso) sopra molti altri
90/91

Fara Barton 2015 Gilberto Boniperti
le iniziali esitazioni olfattive (oliva, fieno) spariscono rapidamente con l’aerazione, in favore di note di petalo di rosa e lampone fresco; palato reattivo, di tocco lieve, tannini puntiformi, centro bocca di arancia e bergamotto, finale in crescendo. Eccellente.
91/92

Sizzano 2015 Cantina Comero
Bel colore e buon impatto aromatico, puro; succoso, bella spinta, centro meno dinamico ma aggraziato e persistente
89/90

Sizzano 2014 Paride Chiovini
Tenuemente alcolico, note di rosolio, curiosi rimandi al miele; bocca snella, centro sull’agrume, acidità nervosa; molto buono, ma sconta verosimilmente un’annata non felicissima
85/86

Bramaterra 2015 Antoniotti
Colorato, intenso, vitale nei riflessi; bel frutto, molto polposo, di stile moderno ma senza furbizia alcuna, anche persistente
88/89

Bramaterra Cascina Cottignano 2015 Colombera & Garella
Limpidamente fruttato, slanciato, longilineo, aperto; bocca che ha carattere, disegno, articolazione e sapidità minerale
90/91

Bramaterra 2015 La Tur
Legnoso, troppo boisé all’inizio; molto più libero ed espressivo al palato, bella materia, finale ancora compresso dal rovere: da attendere, nella speranza si assesti
86/87

Bramaterra 2014 Le Pianelle
Arancia amara, liquirizia, molto chiaroscurale all’olfatto; di stile un poco esibito, finale sulle note speziate del legno. Con l’aria tende a purificarsi
87/88

Lessona 2015 La Prevostura
Di rara finezza in ogni passaggio, lirico all’olfatto e micrometrico al palato, centrato su un frutto succoso e su una nuvola di tannini soffici e di grana infiltrante
91/92

Lessona Tanzo 2011 Piero Cassina
Bel naso, complesso, su note di tartufo bianco e agrumi; già sui terziari al palato, ma ancora vitale; fascinoso, sebbene le inflessioni boisé del finale tolgano spontaneità al quadro
88/89

Lessona San Sebastiano allo Zoppo 2010 Tenute Sella
Limpidamente agrumato, mandarino, arancia; molto fresco, bella progressione, polposo, fine nei tannini
90/91

Boca 2015 Barbaglia
Più concentrato di altri nel colore, ma anche più compresso nell’apertura aromatica; bocca più sciolta, anche se al momento molto tannica; bel frutto; un vino promettente e da vedere in prospettiva, sebbene gli estratti appaiano piuttosto ingombranti
87/88

Boca 2011 Podere ai Valloni
Piretro, piuttosto velato al naso; bocca anche piretrosa sulle prime, poi capace di slanciarsi meglio e di offrire un gusto rinfrescante, vitale
86/87

Ghemme dei Mazzoni 2015 Tiziano Mazzoni
Delicati aromi di tè al bergamotto, rosolio, petalo di rosa: molto elegante e invitante; fine, modulato, pieno di succo, lungo, armonioso
91/92

Ghemme Riserva Costa del Salmino 2013 Rovellotti
Livei note di distillato ma quadro aromatico piacevole e vivo; sapore appena velato, sfumature di nocciolina, tannini sabbiosi e grintosi
87/88

Gattinara Osso San Grato 2014 Antoniolo
Intenso, deciso, austero, sentori di nocciola tostata e liquirizia; di grande energia motrice al palato, tannini molto fini, sicura progressione e finale particolarmente persistente e nitido, su note di arancia amara
90/91

Gattinara Vigna Molsino 2014 Nervi
Pulito, tenuemente alcolico; palato più espressivo rispetto all’olfatto, pieno, sapientemente estratto, ma finale più caldo e dolce che reattivo
87/88


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manlio
8 aprile 2019 19:57 ma chi è sto qua? qualcuno traduca dal melatiroese