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Se siamo quello che mangiamo e quello che beviamo: note sul Gewürztraminer

di Fabio Rizzari 01 mar 2017 2

L'assaggio delle ultime annate di Traminer dell'Alto Adige, una tipologia che forse non scalda il cuore ma sembra evolvere verso nuovi modelli.

Se siamo quello che mangiamo e quello che beviamo, allora purtroppo da qualche parte sono un sofficino scongelato e un Lancers Rosé. Nel repertorio di citazioni potenziali per il post odierno è però più puntuale il montaliano: “Codesto solo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”.
Con la stessa determinazione con la quale non intendo più ingurgitare sofficini e rosati di qualità corrente, da molti anni non voglio bere alcuni vini: il Gewürztraminer è in cima alla lista.

Perfino i migliori esempi alsaziani, che certo non possono essere tacciati di mollezza svenevole, di mancanza di spina dorsale, di estenuata zuccherosità del sapore, mi lasciano tiepido. Figuriamoci quelli del resto del mondo. Sentenza presuntuosa, certo, perché per emetterla con cognizione di causa occorrerebbe avere all’incirca il 9000% in più di esperienza degustativa sulle diverse tipologie dei Traminer rispetto alla mia.

Per questo ho affrontato con riluttanza l’assaggio delle ultime annate di Traminer dell’Alto Adige. Rimarco tuttavia che il modello del Traminer grasso, dolciastro e fermo mi sembra in fase di regressione, in favore di esempi – ancora sparuti, non strutturati in una vera e propria classe di merito – più agili e longilinei.

Eccone una sintetica selezione, rigorosamente non sistematica né tantomeno rappresentativa.

Ritterhof 2015
Salvia e mela oltre alla solita nota di rosa, bocca semplice ma abbastanza spontanea, buona acidità, finale più calante, amarognolo.
84

Ritterhof Auratus Crescendo 2015
Colore caldo, brillante; delicatamente floreale, non pacchiano nello sviluppo aromatico, bocca modulata, più estrattivo ma anche un po' più dinamico del vino precedente.
85

Castelfeder Vom Lehm 2015
Colore intenso, venature dorate; naso tra il sapone di Marsiglia e lo zucchero filato, sapore meno statico delle attese, comunque pacioso più che reattivo, finale medicinale (aspirina).
82

Martini & Sohn Palladium 2015
In riduzione sulle prime, formaggioso; si apre con calma e discrezione (occorre attendere otto ore circa) su aromi di rosa e litchi; salino e vibrante al palato,  si muove e si beve bene nonostante il calore alcolico ne marchi la chiusura.
87

Haderburg Hausmannhof 2015
Ridotto all'apertura, scioglie i muscoli in pochi minuti; sarà che la casa è specializzata negli spumanti, ma mi pare di sentirlo lievitoso; bocca netta e modulata, saporita, succosa, si fa bere in modo pericolosamente facile; il finale tuttavia, tipicamente amaro, ne attenua lo slancio.
88

Tiefenbrunner Turmhof 2015
Bel colore, luminoso, assetto aromatico piuttosto silente, attacco di bocca nettamente zuccherino, buon centro bocca, finale tra il sapone da barba e l’acido acetilsalicilico.
80

Kuen Hof 2015
Colore giallo tenue, naso velato, nebbioso, non espressivo; poi note vegetali di felce, erba tagliata; palato sapido, grintoso, non estrattivo ma molto vibrante: un Traminer non stucchevole, salino, quindi molto più gastronomico di altri.
90

Andriano Movado 2014
Colore oro antico, dolce ed espanso nei profumi di petali canditi, panettone, caramella d'orzo; in bocca ha più movimento del previsto (e anche del prevosto di Andriano, che ha più di novant'anni), e soprattutto, pregio non secondario, non chiude amaro.
86

Cortaccia Riserva Brenntal 2014
Colore giallo pieno e luminoso, aromi sottilmente infiltranti di rosa e spezie, attacco netto, centro soffuso, bella polposità di frutto in una silhouette abbastanza slanciata, chiusura profilata, persistente.
90

E per finire, bonus, un singola nota di degustazione sulla sottotipologia forse più felice nella regione, quella dei Traminer dolci:

Termeno Vendemmia Tardiva Terminum 2013
Colore profondo, doratissimo; naso attraente: arancia amara (in alternativa, per gli hipster: kumquat), uva sultanina, zafferano; gusto polposo, ampio, pieno di succo dolce, manca una lieve frazione di rilievo acido e di contrasto ma onestamente è buonissimo.
92

COMMENTI (2) AGGIUNGI UN COMMENTO



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Zuk
1 marzo 2017 19:11 Concordo sul fatto che anche il bistrattato Traminer sta forse imboccando una nuova direzione, conformandosi alle nuove tendenze che (per fortuna) stanno emergendo. Particolarmente interessanti mi appaiono i Traminer della Valle Isarco, meno profumati ed esplosivi di quelli attorno a Bolzano, ma più "austeri" e decisamente più abbinabili al cibo. Che ne pensa?
Fabio Rizzari
2 marzo 2017 08:11 Concordo a mia volta: oltre ai Traminer, la Valle Isarco dà più in generale i bianchi forse migliori della regione.