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Racconti di Brera dalla Bassa

di Fabio Rizzari 22 feb 2019 0

Slow Food pubblica un agile libro di racconti del leggendario Gianni Brera.

Se avessimo chiesto di Gianni Brera a Salvador Dalì, avrebbe usato un’immagine opposta a quella che riservava, con sberleffo surrealista, a Garcia Lorca, definito “il fenomeno integrale supergelatinoso” della poesia: Brera infatti è il fenomeno integrale “super roccioso” della critica sportiva. E non solo: direi della scrittura tout court.

Dove per scrittura non intendo la prosa che un tempo si definiva di serie B, quella dei gazzettini sportivi, delle “cronache del pallone”. Ma voglio proprio dire della prosa di serie AAA: titoli sicurissimi sui quali investire con la massima fiducia. Prosa scritta, prosa narrata a voce.

Ricordo ancora, confusamente, l’evocativo racconto di una sua giornata di lavoro, in una vecchia intervista televisiva in bianco e nero. Edit: nel frattempo un amico mi segnala di aver trovato il bellissimo video originale. Il filmato era a colori (evidentemente l'avevo visto in una tv in bianco e nero). Ecco la trascrizione più esatta:

"C’è stato un periodo folle della mia vita in cui la domenica scrivevo da 20 a 24 cartelle, quattro articoli di cui ultimo occupava l'intera prima pagina del Guerino. Quando finivo ero assolutamente fuori di me.  Andavo alla macchina, che sapeva la strada della stalla, come certi cavalli, e mi portava all'osteria, dove ero atteso da amici. Incominciavo a bere del Barbaresco buono e a nutrirmi. Pian pianino il cervello, che era un organo dolente, veniva sommerso da un benessere nuovo che era il cibo - no? - e il vino.” (qui il video su youtube)

È dunque bello che Slow Food faccia uscire in questi giorni un volumetto della collana “piccola biblioteca di cucina letteraria” con testi firmati da Brera. Curato da Dario Borso, raccoglie in poche pagine – una novantina – quattro racconti brevi del Nostro, tutti “sul cibo e sull’umanità che si aggira intorno alla tavola”.


Diversi passaggi toccano il vino, che di Brera era una passione autentica. Come assaggio veloce, per far venire voglia – siccome spero – ai potenziali lettori, trascrivo alcune brevi immagini:

una più composta, dai tratti gaddiani:
“Il signor Tobia si consola: “Mutare umores necesse est. Dite bene, voi, reverendo. Con questo malvagìa si mutano gli umori e si consola lo spirito; rientra nel vostro ministero”

una più improvvisa e originale:
“Il signor Tobia sta baciando l’ennesimo bicchiere”

una improntata a una saggezza contadina, venata di bonario maschilismo:
"Io tenevo un albergo, come bene saprai, e tenevo anche una cantina. Io avrei sposato la cantina. Ma le cantine sono come le donne. Prendi e riprendi, viene un bel giorno che rimangono vuote, e sfortunato chi le ha..."

un'ultima, limpidamente poetica:
"Carlén saliva pian piano in bicicletta, e dentro gli cantava il barbera"

Gianni Brera
Dalla Bassa
Slow Food Editore
euro 10

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