il BOTTIGLIERE Attualità

Primeurs di Bordeaux 2017: primo approccio

di Fabio Rizzari 11 apr 2018 1

I primi giorni di aprile sono tradizionalmente riservati agli assaggi in anteprima della nuova annata dei vini bordolesi.

“Never complain”, mai lamentarsi, dicono gli inglesi. Ma siccome sono italiano preferisco stare con Leopardi: “nobil natura è quella che (...) nulla al ver detraendo, confessa il mal che ci fu dato in sorte”.

L’avevo giurato a me stesso già molti anni fa: mai più con una certa compagnia aerea low-cost. Nel tempo ho alimentato un sordo risentimento perfino verso il semplice nome del marchio. Ci sono purtroppo ricaduto. 

Mal me ne incolse. “Il volo xy partirà con circa due millenni di ritardo. Orario previsto: prossima glaciazione e venti minuti”. In attesa dell’imbarco ho trovato lavoro in aeroporto, mi sono sposato con una inserviente, ho fatto due figli, li ho accompagnati fino alla laurea. Dopo che mi hanno reso nonno finalmente gli addetti della low-cost hanno aperto il gate. 

Tutto questo per andare ad assaggiare gli esiti incerti dell’annata 2017. Che peraltro, tra grandinate di aprile e piogge torrenziali di settembre, si annuncia media per i rossi e fors’anche più aggrovigliata per i Sauternes e Barsac: Climens, per dire, salterà proprio il millesimo. E difatti, a quanto mi risulta dai primi assaggi in loco, si distinguono solo tre o quattro Château (Lafaurie Petraguey, Haut Peyraguey, Coutet; più il “solito” Yquem, di cui scriverò più estesamente). 

Nel prossimo post molte note di degustazione, più alcuni ricordi nostalgici della Bordeaux che fu.

COMMENTI (1) AGGIUNGI UN COMMENTO



* Campi obbligatori

Le Coude fou
12 aprile 2018 15:38 Immagino la compagnia aerea. Che peste la colga !!! Anch'io fregato da questi "venditori volanti" di profumi e gratta e vinci !!! Prenotato per la prima volta con forti pregiudizi: come da copione cancellato volo di rientro la sera prima di rientrare. Mai più !!! Spero almeno abbia potuto annegare l'incazzatura con qualche buona bevuta.