il BOTTIGLIERE Degustazioni

Obbligo di Fari anche di giorno

di Fabio Rizzari 06 mar 2019 2

Assaggio e breve descrizione di uno dei migliori rossi isolani e italiani.

Per alcuni soggetti lo stato di salute mentale dipende dalla creazione e dalla regolare gestione di pseudonimi, o meglio eteronimi. Vale a diversi livelli di cultura, acume, successo sociale: dall’elettrauto del Testaccio che si fa chiamare er molazza fino a Pessoa, che di eteronimi ne aveva creati ottanta o novanta.

Io mi trovo da qualche parte tra er molazza e Pessoa: ne uso tre o quattro. Sui cosiddetti social media esterno con l’eteronimo di Faro Izbaziri, e molti miei amici ormai si rivolgono a me con un semplice: “ciao Faro, come stai?”

Per via analogica amo molto quasi tutti i fari, tranne quelli delle auto (soprattutto quando sono in bici e mi sparano degli abbaglianti allo xenon in faccia).

Non posso quindi che apprezzare preventivamente e acriticamente anche i rossi della denominazione siciliana Faro, che insiste nel messinese e si basa soprattutto su uve nerello mascalese e nerello cappuccio.

La produzione della Doc Faro, pur essendo confidenziale, inizia a essere meno aneddotica rispetto a un decennio fa. Il vino che trovo più compiuto sul piano formale, soprattutto più comunicativo e spontaneo nel bicchiere, è la versione di Giovanni Scarfone dell’azienda Bonavita.

Il 2016, figlio di una vendemmia sulla carta non proprio semplice da gestire (a causa di “un preoccupante susseguirsi di piogge che ci hanno indotto, per la prima volta, a raccogliere le diverse varietà in momenti differenti”) è delizioso. Rare volte si trovano - in terra sicula, in terra italiana e in generale sul pianeta Terra – rossi tanto aggraziati nell’espressione, tanto puri e trasparenti nel sapore. Vini simili sono da cercare e da bere compulsivamente. Sei o settemila bottiglie proposte al mercato ogni anno, circa 20/25 euro cadauna. Ma per questa qualità un vero bevitore pagherebbe – anche obbligato – cinque volte tanto.

COMMENTI (2) AGGIUNGI UN COMMENTO



* Campi obbligatori

Federico
7 marzo 2019 18:15 Il suo Rosato, buonissimo anche quello.
Zuk
7 marzo 2019 20:28 Bevuto per la prima volta il suo Faro 2012 al Live Wine di Milano nel 2015, semplicemente spettacolare per eleganza, uno dei miei migliori assaggi di quell'anno. E concordo con Federico, anche il Rosato di Bonavita è a dir poco eccellente. Grazie signor Rizzari per i suoi articoli sempre interessanti, mi trovo spesso e volentieri in sintonia con ciò che scrive (e assaggia!)