il BOTTIGLIERE Degustazioni

Marino e la poetessa

di Fabio Rizzari 02 ago 2017 0

Uno schivo ma grande produttore di Montalcino alla prova dell’ultima annata.

Foto di Lorenzo Rui

Sabato scorso ricorrevano esattamente 101 anni, due mesi e dodici giorni dalla nascita di Rosa Calzecchi Onesti, la più grande poetessa italica degli ultimi secoli: le sue traduzioni omeriche sono infatti pura poesia. 

Per festeggiare questa importante ricorrenza sono andato con amici e colleghi a trovare Marino Colleoni, produttore di vino a Montalcino: una scelta per evidente analogia, visto che i cognomi dell’una e dell’altro finiscono entrambi con la i. 

Marino corrisponde in tutto e per tutto al profilo del vignaiolo che uno vorrebbe sempre incontrare: in camicia a scacchi, rilassato, cordiale, esperto; soprattutto: non borioso. Piuttosto, curioso.

Fa Brunello dai primi anni Duemila. La tenuta è piccola, meno di due ettari, in un angolo scenografico ma appartato della denominazione, appena a nord (ovest) del paese, non lontano dalla Madonna del Soccorso. La vigna, circondata da un boschetto, è talmente bella che Marino deve distribuire ai visitatori dei pacchetti di kleenex per asciugarsi le lacrime

In cantina abbiamo provato alcuni vini in botte che promettono grandi cose. In particolare una “base” di sangiovese 2016 che potrebbe confluire nel Brunello – e non sarebbe certo un problema – come dare vita a un Rosso di Montalcino sublime, senza mezzi termini: floreale, “soffiato”, arioso, dal delicato richiamo di lampone al naso; delizioso, fine, puro, comunicativo al palato. 

Come deciderà, deciderà bene, Marino. Ma personalmente tifo per ritrovare quel nettare imbottigliato a parte

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