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Ladri di vino

di Fabio Rizzari 13 set 2017 5

Da una lontana manifestazione cinematografica lo spunto per una nuova serie di incontri di degustazione.

1982: una vita fa, un altro pianeta. Non soltanto era ancora vivo Ronald Reagan, ma era diventato da poco presidente degli Stati Uniti. Fino a giugno dell’anno prima non era ancora apparsa una sola volta la Madonna ai veggenti di Medjugorje. Madonna, la cantante, era ancora sconosciuta ai più. Erano ancora vivi, per dire, Aragon, Miró, Beckett, Osho, la Garbo, la Yourcenar, Enzo Ferrari. In Italia era stata scoperta da un annetto la Loggia P2, le Brigate Rosse erano tristemente ancora in attività, Sandro Pertini era Presidente della Repubblica da quattro anni, e – addirittura – Craxi non era ancora Presidente del Consiglio.

Poco più che ventenne, in quell’anno andai tutte le sere previste dalla manifestazione a Ladri di Cinema. Un’iniziativa basata su un’idea semplice e molto efficace: invitare un regista famoso chiedendogli di rivelare in pubblico a quali colleghi aveva rubato, per quali aspetti stilistici o narrativi e per quali opere specifiche; e di portare con sé un suo film – o un film del “derubato” – per proiettarlo in sala.

Un’idea talmente valida da far aderire al progetto nomi illustri e illustrissimi: Elia Kazan, Andrej Tarkovskij, Michelangelo Antonioni, Bernardo Bertolucci, Michael Cimino, Ermanno Olmi, Mario Monicelli, Luigi Comencini, Wim Wenders (che all’epoca aveva firmato solo poche pellicole, tutte molto meno pallose delle realizzazioni successive) e altri.

Facendo due più due, anzi uno più uno, dopo un periodo di riflessione durato solo trentacinque anni ho pensato bene di ispirarmi a quella remota iniziativa culturale per organizzare una serie di incontri con dei produttori di vino. Chiedendo loro di portare – o indicare – vini ai quali hanno rubato, e conseguentemente di portare bottiglie proprie e del derubato per berle insieme.

Ladri di vino, come ovviamente sarà chiamata la serie di degustazioni, viene pianificata in queste ore negli ultimi dettagli insieme al barbutissimo e argutissimo filosofo/degustatore Gae Saccoccio, che darà lustro all’impresa con la sua perspicua capacità di analisi e il suo fitto reticolo di collegamenti teorico/pratici nel settore.

Renderemo noto il calendario e le sedi nei prossimi giorni. I vignaioli che fossero interessati a partecipare, occupando le ultime caselle disponibili, possono scriverci o telefonarci in privato.  

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VOCATIVO
13 settembre 2017 11:11 Bellissima iniziativa. Spero che gli incontri non siano solo a Roma...
Fabio Rizzari
13 settembre 2017 13:09 Certo, stiamo pensando a estendere l'iniziativa fuori Roma: un passo alla volta.
Marco
13 settembre 2017 14:52 Magari anche a Torino?
Fabio Rizzari
14 settembre 2017 08:09 Magari
erique
15 settembre 2017 13:39 per una volta confidiamo che Bologna sia presente in calendario... e.