il BOTTIGLIERE Degustazioni

L’aborigeno alla guida di un aereo

di Fabio Rizzari 10 lug 2019 0

Come pilotare un magnifico bianco tedesco senza conoscere i comandi.

Domanda centrale per un enofilo che non parla tedesco: è possibile comprare un vino teutonico senza l’ausilio di un volume monografico, o di un interprete, o di google traslate? Sfuggendo cioè al rischio di cercare un vino secco e di ritrovarsi poco meno di un litro di sciroppo, o al contrario di cercare un vino cosiddetto “da dessert” e di ritrovarsi un bianco secco di acidità viperina?

Risposta: no, non è possibile. Almeno per me. Gli insiemi – auslese, spätlese, etc – contengono sottoinsiemi e variabili ingestibili da un non esperto. Kabinett non mi significa nulla. QbA (Qualitätswein bestimmter Anbaugebiete) e QmP, Qualitätswein mit Prädikat,  giocano con le suddette variabili in un rompicapo di permutazioni. Risultato: mi comporto come un aborigeno di fronte alla consolle di un aereo: tocco un tasto qui, tiro una levetta là, a caso.  

Uno dei pochi nomi che ho memorizzato negli anni è quello di Müller Catoir, un produttore del Palatinato talmente celebre da essere immediatamente riconoscibile – con le sue etichette stilizzate, dal vago sapore medievale – pure per me.

Pur sapendo di quali vette espressive sono capaci i vini Müller Catoir, l’altra sera sono rimasto folgorato dall’intensità del Riesling Spätlese Mandelgarten 2012. Mandelgarten sta all’incirca per “vigna delle mandorle”, e pare che sia una delle loro parcelle più illustri (se non la più illustre in assoluto).

Il relativo tracannamento mi ha dato: colore oro puro 999%, un lingotto liquido; profumi in iridescente alternanza tra aromi di frutta esotica e toni minerali (l’analogia puntuale da trascrivere sarebbe tra una macedonia di papaya e frutto della passione con una spruzzata di cherosene, se non fosse disgustoso come paragone); gusto che come una funivia alpina ti trasporta dalla pianura (note fruttate, dolcezza zuccherina) alla cima della montagna (sfumature floreali, sottile vena salina, acidità rinfrescante). E il bello è che una simile meraviglia si porta a casa per una quarantina di euro, o giù di lì.

Certe volte, pure smanettando a casaccio, anche un aborigeno riesce a far decollare un aereo.


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