il BOTTIGLIERE Degustazioni

La mimica facciale e il Vermentino ligure

di Fabio Rizzari 09 giu 2017 0

Collegamenti a-scientifici tra espressioni extraverbali e degustazione.

“L’espressione dice tutto”.
Come, mi scusi?.
Proprio così, l’espressione dice tutto. Faccio il produttore di vino da decenni, in cantina passano centinaia di visitatori ogni anno. Ascolto quello che dicono ma capisco cosa pensano dei miei vini dalla loro espressione dopo il primo sorso.

Tali alte et ispirate parole raccolsi da un saggio vignaiolo del sud della Francia, Languedoc mi pare, nel periodo enozoico dell’èra moderna. Aveva ragione. Se degusto vini insieme ad amici e/o colleghi, se propongo una nuova bottiglia, anch’io non mi concentro tanto su commenti stereotipati quali l’inossidabile “interessante” o su argomentazioni pseudo-tecniche (“uhm, la volatile è un po’ alta, ma serve a veicolare gli aromi”). Osservo la mimica facciale degli interlocutori. Banale, certo, ma immancabilmente rivelatrice.

Se l’espressione è da sala d’attesa prima di fare una colonscopia, il vino suscita molte perplessità. Se invece è simile a quella che si stampa in faccia all’arrivo in tavola del piatto di maccheroni burro e alici atteso con ansia, allora ci siamo.  

Quest’ultima disposizione dei lineamenti è apparsa sul volto dei colleghi pochi giorni fa, all’assaggio di un ottimo Vermentino ligure. Trascriverne la chilometrica etichetta rimanda alla sfilza di titoli nobiliari di Totò (Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio): Riviera Ligure di Ponente Vermentino Podere Grecale Bussana di Sanremo 2016 Podere Grecale*.

Il vino, di suo, è invece di schietta, immediata piacevolezza. Nessuna prova di forza sul piano degli estratti, nemmeno una complessità gusto-aromatica da far gridare al capolavoro. Più semplicemente, un bianco fresco comme il faut, come uno si augura di bere sotto un pergolato in una calda (tra i 27,8 e i 33 gradi centigradi: dai 33,1 in su avrei scritto “torrida”) giornata estiva.  

Il taccuino riporta: colore e naso leggeri però squillanti, toni di limone e altri agrumi freschi a scelta; gusto saporito e rinfrescante, centro bocca che ha inflessioni appena più larghe e dolci (mandarino), chiusura netta, senza incertezze e senza sbavature amarognole.   

Se vi trovate in Liguria, è estate, siete sotto un pergolato e il termometro segna una temperatura tra i 27,8 e i 33 gradi, è il vino che fa al caso vostro.  

* sic: due volte in etichetta.

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