il BOTTIGLIERE Degustazioni

La Freisa dal punto di vista enomusicale

di Fabio Rizzari 15 giu 2018 0

Un abile vignaiolo firma un rosso ricco di carattere.

Il vino come risultato di una successione preordinata e controllata di eventi è relativamente facile da fare: in campagna minimizzi i rischi di problemi fitosanitari con dosi massive di agenti chimici, sistemici e non; alla tavola di triage selezioni solo i grappoli migliori; in cantina smonti e rimonti la materia prima in base alle necessità e allo stile del prodotto finito, aggiungendo o togliendo ciò che ritieni necessario.
Il vino come opera artigianale crea qualche problema in più. Richiede qualche dote in più.

Così come diceva qualcuno degli Studi di Chopin, “ai quali non può accedere né il virtuoso privo di musicalità, né il musicista scarsamente dotato sul piano del virtuosismo tecnico”, al buon vino artigianale non può accedere né l’enologo privo di sensibilità, né il poeta contadino scarsamente dotato sul piano della tecnica.

Per fortuna risulta chiaramente ben attrezzato - su entrambi i piani - Pietro Arditi, il vignaiolo delle Cantine Valpane. Che ci viene descritto, da chi lo conosce meglio di noi, come “il prototipo del vignaiolo sostenibile, celibe, irsuto, autentico, sempre in compagnia del suo cane: il classico burbero dal cuore d'oro”.

I vini gli somigliano, tanto per ossequiare un radicato stereotipo. Non nel senso che sono celibi o girano in compagnia del cane, ovviamente. Ma nel senso dell’autenticità. E di una certa irsuta scontrosità iniziale: almeno per quanto riguarda la Freisa Canone Inverso, che nell’annata 2011 ha aromi ombrosi, chiaroscurali, poco rilassanti. Il bicchiere tiene un po’ in apprensione, insomma. La tensione si scioglie poi in note più tranquille, sulla fragolina e il rosolio, che conducono il bevitore verso un sapore succoso, tannico, sapido, fresco.

Dopo la citazione colta su Chopin, qualcuno forse si aspetterebbe un codicillo sul nome del vino, con tanto di considerazioni sulle strutture canoniche da Machaut alla dodecafonia viennese.
Ma soprassiedo, generosamente.

COMMENTI (0) AGGIUNGI UN COMMENTO



* Campi obbligatori

Non ci sono commenti