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Vino di base a chi?... o del Santenay di David Moreau

di Fabio Rizzari 25 nov 2016 2

Un vignaiolo giovanissimo, un bianco di Borgogna ottenuto da una parcella ai confini di Chassagne-Montrachet.

Da tempo immemore sopravvive nei testi enoici l'espressione ammuffita "vino di base", alla quale nessuno sfugge, foss'anche il meno prevedibile degli scrittori. Sta a indicare il prodotto entry level, direbbe un uomo di marketing: per esempio il primo gradino nella scala gerarchica Chianti Classico-Chianti Classico Riserva-Chianti Classico Gran Selezione-Chianti Classico Iperselezione Sublime e Definitiva.

Più rara ma attestata in varie fonti la definizione "vino di altitudine o di altezza", a indicare in special modo un vino derivato da vigne poste a una significativa elevazione sul livello del mare; ma anche, per estensione e contiguità semantica, un vino "verticale", teso, più acido che morbido. 

Immaginiamoci allora la qualità di un vino di base che sappia muoversi in altezza: base per altezza, insomma, un risultato eno-geometrico purtroppo non così frequente. 

Ho potuto sperimentare - grazie all'enciclopedico e acuto magister Giancarlo Marino - un simile prodotto pochi giorni fa, assaggiando il Santenay di base di David Moreau. Si tratta di un vignaiolo borgognone giovanissimo ma dalle idee e dalle capacità interpretative già mature. Del resto aver fatto pratica presso grandi aziende in patria e in giro per il mondo, fino all'esperienza ultimativa presso nientemeno che il sacro Domaine de la Romanée Conti, qualcosa vorrà dire. 

Il suo Santenay (bianco) 2014, da una piccola parcella ai confini con Chassagne-Montrachet, è insieme immediato e austero, comunicativo e riservato, equilibrato e verticale, semplice e sottilmente complesso nelle microsfumature aromatiche: già ottimo oggi, sarà con buona approssimazione una grande bottiglia fra quattro o cinque anni.
Sui 25 euro. 

COMMENTI (2) AGGIUNGI UN COMMENTO



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giancarlo marino
25 novembre 2016 11:30 Mi fa piacere ti sia piaciuto. Si può bere bene anche in Borgogna senza spendere una fortuna. Solo una piccola correzione: credo di tratti della annata 2014 e non della 2015.
Fabio Rizzari
26 novembre 2016 08:57 Hai ragione Giancarlo, l'annata è la 2014. En passant, ho valutato con attenzione sull'esprimerti un - peraltro doveroso - ringraziamento nel post per avermelo fatto canoscere, ma dato che come accademici alterati ci ringraziamo e ci scambiamo frequenti attestati di stima, ho ritenuto per una volta di sopravvolare. Comunque grazie daddovero.