il BOTTIGLIERE Degustazioni

I vini segreti del Portogallo

di Fabio Rizzari 25 lug 2018 3

Piccola ma significativa degustazione di alcuni dei più originali vini portoghesi.

Con la complicità di Enrico Pignone, giovanissimo laureato in enologia presso l’Università Federico II di Avellino e poi a Lisbona (Double Degree con l’illustre professor Virgilio Loureiro), ho potuto degustare qualche altro vino portoghese. Stavolta un paio di decine di etichette poco note o del tutto ignote: alle nostre latitudini di sicuro, e per molti aspetti – assicura Enrico – anche nella loro patria di origine. Non a caso si tratta di vini selezionati dall’associazione Swop, “Secret wines of Portugal”, la cui sigla dovrebbe essere facilmente comprensibile anche a chi non mastica l’inglese.

Quale più quale meno, al netto delle inevitabili variabili di età, vitigno di origine, area produttiva, sembrano tutti accomunati da una linea stilistica precisa: dinamica gustativa più che struttura statica; freschezza acida e sapidità più che morbidezza e souplesse; progressione e finale di bocca più che pienezza a centro bocca.

Di seguito le mie note migliori, con una precisazione: non ho avuto le forze di trascrivere tutta la – spesso interminabile – litania del nome, del sottonome, della zona, della sottozona, dell’azienda, della sottoazienda, della tipologia, della sottotipologia. Il poco che indico dovrebbe tuttavia essere sufficiente a non confondersi con altri prodotti.

Rossi

Encostas d’Aire Medievam de Ourem 2017 Carlos Sousa
Da un bizzarro taglio di uve bianche (Fernao Pires 80%) e rosse (trincadeira 20%) è poco colorato però brillante. Naso in riduzione ma con una delicata nota di ciliegia in sottofondo; bocca salina, fresca, leggera e agile

Beira Interior Rufete 2016 Casas Altas
Un po’ più colorato del precedente, succoso, sapore da rosso dei Campi Flegrei, di acidità vibrante ed elettrica, forti e definite note di spicchio di arancia nel lungo finale. Ottimo

Quinta Vale do Ruivo Vinhas Velhas Reserva 2016 José Madeira Afonso
Da un vigneto a ben 650 metri di altitudine (qualsiasi cosa ciò possa significare in Portogallo) ha bel naso, tra il fruttato e l’affumicato; il palato risulta un po’ compresso per la ricchezza di estratti, senza tuttavia risultare mai pesante; buona dinamica complessiva e ottimo finale

Douro Fraga da Galhofa Reserva 2014
Dalle famose uve touriga nacional, sulla carta - e spesso nei fatti - alla base dei vini portoghesi più complessi. Naso poco espressivo, di media pulizia, vagamente ostile; bocca dai toni nettamente affumicati, brace, camino spento; bei tannini, buona progressione e finale in crescendo di focalizzazione

Bianchi

Campo do Porral Vinho Verde 2016 Quinta Ermizio
Naso che ricorda una base di Champagne, teso, incisivo, molto puro; bella freschezza e bello slancio anche al gusto, bevibilissimo, trascinante

Minho Vinha do Cuco 2016 Quinta Ermizio
Più colorato del bianco precedente, sulle sue all’olfatto, però pulito; bocca succosa, appena tannica, di valida articolazione

Nota finale sui prezzi, direi allettanti senza eccezioni: tutti i vini degustati hanno un costo ("ex cellar") che va da un minimo di 2,4 euro (!) a un massimo di 8 euro. Non proprio inavvicinabili, quindi.

COMMENTI (3) AGGIUNGI UN COMMENTO



* Campi obbligatori

Johannes
26 luglio 2018 08:19 Mo pensa te! Sono fresco reduce da un viaggetto nel Portogallo del Nord e ho bevuto parecchi vini bianchi, soprattutto della valle del Minho e molti con uve Loureiro. Mi sono quindi bevuto l'esimio Prof. Virgilio? Salumi Cordiali.
Napoli emanuele
26 luglio 2018 13:20 Dove posso comprarlo a Milano?
Giorgio Mataloni
26 luglio 2018 15:17 Per acquisti online ?