il BOTTIGLIERE Degustazioni

Goceano Mare

di Fabio Rizzari 08 ago 2018 0

Vini poco noti da un’azienda poco nota di un’area sarda poco nota.

La Sardegna è una regione che mi sento di definire insulare. Qui intorno è pieno di polemisti ma nessuno credo possa obiettare sulla questa affermazione. Essendo in linea di massima un’isola, non può sfruttare collegamenti stradali e autostradali ramificati con il resto del territorio italiano. Ecco perché alcune sue aree sono non solo sconosciute agli altri italiani, ma addirittura agli altri sardi stessi.   

È il caso della zona del Goceano, che si estende tra non so cosa e non ho idea di cos’altro. Proseguendo nell’esplorazione - intrigante quasi più sul piano linguistico che su quello topografico - all’interno del Goceano si giunge nel territorio di Benetutti, dove è lecito presumere che la popolazione viva abbastanza felicemente.

Qui insistono le vigne della Cantina Dessena, il cui fiero motto è: “Produciamo solo vini che rispecchiano il nostro territorio, ‘a noi piacciono così’ ". Per gli amanti dei dettagli e delle minuzie tecniche il sito aziendale specifica che “appena arrivano in cantina le uve vengono immediatamente lavorate”.

Tale accuratezza dà vita a vini di una certa personalità, che ho potuto provare durante le selezioni della prossima, curiosa opera eno-pittorica che ho firmato con Armando Castagno e Giampaolo Gravina: “VAI”, vale a dire Vini Artigianali Italiani, in uscita a ottobre (ne riparlerò a breve).

Ecco le sintetiche ma promettenti note di assaggio di due etichette aziendali.

Faùla* 2016
Da uve arvisionadu in massima parte, ha titolo alcolometrico basso, 12,5 gradi in etichetta, un bel colore dorato brillante e un impatto aromatico chiaro, deciso, convincente, capace di sviluppare una serie di analogie che ora non ho voglia di snocciolare. Al palato ha forza gentile, tatto rustico ma saporito, bel ritmo e bel finale. Ottimo.

Balentìa 2015
Da uve locali non meglio specificate (ma la cantina coltiva soprattutto cannonau, guarda caso, e bovale). Rubino mediamente saturo, nettamente alcolico ma stranamente non bruciante, anzi dinamico e reattivo al sorso. Tannini gentili, finale incisivo, giocato tra note scure di liquirizia e note chiare di ciliegia. Valido, anche se certo non un campione di sfumature.

* l’accento sulla u è acuto, ma sulla tastiera del mio Mac non lo trovo

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