il BOTTIGLIERE Le parole del vino

Glossario essenziale del vino

di Fabio Rizzari 01 mar 2014 0

Acidità - Chimicamente il vino è sempre un “ambiente” acido. Dal punto di vista percettivo il senso di acidità, se misurato, dà slancio e vitalità al vino, e per questo è spesso usato come sinonimo di freschezza. 

Articolato - Si dice di un vino che ha molti profumi e sapori.

Austero
- Vino poco profumato, dal sapore un po’ rigido, non molto morbido e fruttato.

Boisé - Vino che ha note derivate dall’affinamento nelle botti di legno: soprattutto sentori di vaniglia e di rovere tostato.

Chiuso - Intuitivamente, è detto di un vino che non ha molto profumo e sapore. Non è necessariamente una caratteristica negativa, visto che molti buoni vini attraversano appunto fasi di chiusura nelle quali non offrono molti aromi.

Complesso - Vino ricco di sfumature aromatiche e gustative.

Dinamico - Si dice di un vino fresco, che dona la sensazione di “muoversi” bene al palato, all’opposto di un vino caldo, molle e “statico” (la differenza che c’è tra una mela fresca e croccante e una mela rimasta troppo a lungo sulla tavola della cucina, marroncina e farinosa).

Estrattivo - Corposo, strutturato, ricco di estratti, cioè delle sostanze che danno pienezza al vino.

Evoluto - Si dice di un vino non più giovane ma non ancora ossidato.

Finale - L’insieme delle sensazioni che si avvertono per ultime e che permangono al palato dopo la deglutizione del vino.

Focalizzato - Si dice di un vino dai profumi puliti e definiti.

Fresco - Vino di buona acidità, una componente essenziale che dà slancio e che costituisce la “spina dorsale” di tutti i vini.

Lungo - Vino dagli aromi e dal gusto molto persistenti. È un indizio quasi certo di qualità.

Minerale - Aggettivo oggi abusato e allo stesso tempo quasi impossibile da definire: riuscireste a descrivere il sapore di un asparago o di un carciofo a chi non li ha mai assaggiati? Detto questo, si può provare a indicare genericamente come minerale un sentore di grande sapidità, quasi salino. Deriva dalla ricchezza di elementi minerali disciolti in un vino.

Moderno - Si dice di un vino modellato sul cosiddetto stile internazionale: molto maturo, ricco di profumi dolci di legno, nei casi più “dimostrativi” troppo morbido, molliccio, un po’ ruffiano e ammiccante.

Nitido - Vino dai profumi e dal sapore puliti, senza odori sgradevoli.

Ossidato - Vino che ha raggiunto l’ultima fase evolutiva e risulta fiacco, dolciastro, senza vita (come una mezza mela lasciata all’aria per giorni).

Profondità tannica - La possiede un rosso ricco di tannini (sostanze astringenti) di buona qualità.

Ridotto - Vino non aperto all’olfatto, “muto” o dagli odori poco gradevoli; in molti casi la riduzione tende a sparire con l’aerazione.

Sapido - Vino che, oltre alle sensazioni morbide del frutto, offre un gusto quasi salino.

Speziato - Vino dagli aromi che ricordano le spezie come i chiodi di garofano, la cannella, il cardamomo.

Tannico - Vino ricco di tannini, sostanze astringenti derivate dalle bucce e dai semi dell’uva: quindi molto asciutto e – nel caso di tannini non maturi – anche amarognolo.

Vegetale - Vino in cui un’incompleta maturazione dell’uvafa nascere sentori erbacei: in piccole dosi può donare freschezza all’olfatto e al gusto, in quantità maggiori genera un senso di crudezza e di tagliente durezza.

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