il BOTTIGLIERE Degustazioni

Folgorazioni

di Fabio Rizzari 30 mag 2018 0

Un rosso vibrante e succoso dal Friuli.

Al liceo, fra i tanti nomi noiosi da mandare a memoria, mi piaceva molto quello di un poeta medioevale, Folgore da San Gimignano. Per anni ho creduto che si pronunciasse come il lampo del fulmine, fòlgore, con l’accento sulla prima o. Mi pareva bello, evocativo: proprio un modo saettante di presentarsi. 

Sono rimasto molto deluso quando qualcuno mi ha rivelato, molti anni dopo il liceo, che in realtà l’accento cadeva sulla seconda o. E che quindi il nome suonava un più spento e pesante Folgóre da San Gimignano (sebbene l'etimologia rimandi comunque alla luce, stando per "fulgore", "splendore"). 

Questo bizzarro circuito mnemonico mi attraversava la mente due sere fa, bevendo un vino veramente folgorante. Il Terrano del Carso Castelvecchio 2016

Ho battuto pochissimo il Friuli negli ultimi decenni, e ancora meno il succulento ma raro repertorio vinicolo carsico. I pochi Terrano assaggiati mi avevano molto incuriosito.

Questo rosso, invece, mi ha illuminato. Non voglio attribuirgli virtù esagerate, ma si tratta di un vino molto vicino alla - anzi, direi quasi del tutto coincidente con la - mia visione ideale del rosso succoso e di beva inarginabile: colore profondo, quasi nero, con bagliori purpurei; profumi inebrianti di mora e lampone maturi, attraversati da una vena di delicate erbe affumicate; gusto scattante, vibrante, pieno di succo, freschissimo.
Una specie di incrocio tra un Lambrusco Grasparossa e uno Zweigelt. Una vera delizia. 
Dato che dovrebbe costare una cifra ragionevole, prima di pubblicare questo post mi assicurerò di comprarne una cinquantina di cartoni. Minimo.

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