il BOTTIGLIERE Attualità

Dai vini circensi ai vini mimetizzati

di Fabio Rizzari 10 mag 2019 0

Primo appuntamento didattico della Giunti Academy.

Oggi parte l’attività della Giunti Academy nell’affollato settore della didattica romana sul vino. Da almeno tre decenni nella Capitale si organizzano corsi enologici ovunque: enoteche, ovviamente; poi alberghi, ristoranti, trattorie, sale per congressi, librerie, teatri, studi odontoiatrici, officine di auto e moto, piscine coperte (scoperte da giugno in poi): ai lati della vasca e in taluni casi direttamente dentro la vasca, insieme alla lezione di acquagym.  

Con una consapevolezza dei nostri mezzi che rasenta la presunzione, noi docenti della Giunti Academy – ricordo ancora una volta: Castagno, Gentili, Gravina, Masnaghetti, me medesimo, Zaccaria – abbiamo la certezza di poter offrire qualcosa di diverso. Non necessariamente migliore; diverso.

In questo post faccio solo un accenno alla complessità vertiginosa che comporta il maneggiare il primo tema affrontato: “Vini autentici e vini costruiti”.
Infatti anche soltanto sgrossare la distinzione tra un’opera umana misurata e il risultato di un eccesso di manipolazione richiederebbe ore di discettazioni teoriche, incisi, rimandi storici, mani avanti, inevitabili sconfinamenti nel campo professionale di pertinenza degli agronomi e degli enotecnici.

Mi sono reso conto in questi ultimi giorni, cercando le bottiglie per il primo incontro, di come il compito risulti ancora più impervio. Dieci anni fa sarebbe stato molto più facile buttare a mare tutte le elucubrazioni astratte e far toccare con mano – cioè con naso e lingua – l’evidente distanza tra un vino autentico e un vino costruito.
Sugli scaffali erano frequentissimi i vini stilisticamente fuori controllo, in cui la tecnica aveva palesemente oltrepassato i confini dell’autentico per finire nel pasticciato, nel caricaturale, nel deforme: oceani di aromi posticci di rovere e caramelle all’olfatto, poltiglie melmose al sapore, un senso di generale sconfitta della civiltà.

Oggi, cercando vini finti (non per la legge, si badi: per il gusto) mi sono reso conto che questi variopinti liquidi circensi sono pressoché scomparsi, e comunque si sono grandemente rarefatti nel numero. Un bene per i bevitori di ogni genere, di sicuro. Quella fase sembra per fortuna esaurita.

Oggi i vini costruiti non sono però scomparsi. Sono costruiti meglio. Sono meno boisé, meno dolciastri, meno squilibrati nell’alcol, meno asciuganti nei tannini, meno fermi nella dinamica gustativa. Si mimetizzano meglio. Nella mia opinione, tuttavia, sono e restano vini costruiti. Vini per la legge (italiana ed europea), ma nei fatti soluzioni idroalcoliche più che vini autentici. E cercherò di farlo capire stasera.


Leggi gli ultimi articoli di Fabio Rizzari, autore di Vini da scoprire. La riscossa dei vini leggeri:

Alain Senderens, la tavola nobilita il vino
Vita, opere e compensi degli influencer
La nuova Borgogna: il promettente lavoro di una giovane produttrice

COMMENTI (0) AGGIUNGI UN COMMENTO



* Campi obbligatori

Non ci sono commenti