il BOTTIGLIERE Riflessioni

Coltivare il vino come un’amicizia

di Fabio Rizzari 26 ott 2018 0

Senza citare il libro Cuore, un post sul legame tra affetti e ordine in cantina.

Le amicizie, si sa, vanno coltivate. Sono come piantine di basilico, occorre innaffiarle spesso, pulirle dalle foglie ingiallite, stare attenti che abbiano abbastanza luce. Un buon vino è un caro amico che attende, con pazienza quasi infinita, prima di incontrarti di nuovo. Quasi infinita: perché anche i migliori amici prima o poi si stancano se non li senti più, se non ti chiedi – e soprattutto non gli chiedi – come stanno.
Capiterà anche a voi, immagino, di essere attraversati da una fitta improvvisa – magari quando state per addormentarvi e la mente salta confusamente da un’immagine all’altra – “ma Paolo? che fine ha fatto Paolo? Sarà un anno che non ci parlo”. “Sono stato distratto, assente. Sono stato un po’ stronzo. Domani lo chiamo”.

Il problema principale, almeno per me, non soltanto di ordine mentale, ma anche e soprattutto di organizzazione dello spazio. La mia cantina è un caos silenzioso. Pile instabili di cartoni, alcuni semivuoti, altri ancora sigillati. Cataste piramidali di bottiglie, la cui base è ovviamente inaccessibile a meno che io non abbia quaranta minuti a disposizione per smontarla e rimontarla. Scaffali ad accesso randomatico, due Brunello con accanto un Dolcetto con accanto un Nuits-Saint-Georges con accanto una bottiglia ignota, senza etichetta.

In queste condizioni può succedere, come è successo pochi giorni fa, di rinvenire un esemplare di un’azienda e di un’annata che pensavo di non avere. Peggio: che mi ero dimenticato di avere. Che avrei dovuto aprire almeno dieci anni fa. Per rispetto del produttore non dico di che vino si trattava. Stappato con un certo senso di colpa – leggero, eh: mica stiamo parlando di alto tradimento e attentato alla Costituzione – si è purtroppo rivelato spento, ormai ossidato. Chissà quanto aveva aspettato prima di cedere.

La morale è facile da annotare: in cantina siate ordinati; non ossessivi, magari, ma ordinati. E non scordatevi degli amici.

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