il BOTTIGLIERE Degustazioni

Carletto e il vino bianco più storico delle Marche

di Fabio Rizzari 22 ago 2018 1

Qualche assaggio delle nuove annate di Villa Bucci, grande firma dei bianchi italici.

Dialoghetto marchigiano a mo’ di prologo

Personaggi (in ordine di apparizione):
Carletto, buongustaio di un paesino dalle parti di Serra Sant'Abbondio, di aspetto florido, con qualche acciacco dovuto all’età
Faro, bevitore romano in trasferta 

Carletto: grazie del cartone di vini, quale apro per primo?
Faro: quello che ti pare.
C.: però in teoria non potrei tanto...
F: dovresti un po’ dimagrire 
C : eh, me lo dicono tutti, pure l’oculista. Io ciò troppi medici, je dico con tutte ste medicine me fate morì, ma loro me dicono con ste medicine campi, sennò te mori. 
F: ti è piaciuto quello che ti ho dato l’ultima volta?
C: Sì. Il vino è sempre bono, sennò è capitata qualche disgrazia perché il produttore lo fa per fallo bono. Il tuo l’ho fatto bere anche a un amico mio, il primo bicchiere l’ha buttato giù così. Gli ho detto: ma non l’hai inteso 'sto vino? a me il vino mi piace gustàmmelo, se non lo gusti béviti l’acqua. 
F: bravo Carletto.

∼ il fine del dialoghetto ∼

Le Marche sono una regione gravemente sottovalutata nel suo potenziale turistico. I panorami agresti sono meravigliosi, sebbene punteggiati da un’edilizia di qualità in media abbastanza modesta. 

Il cibo tradizionale è molto gustoso e le acque potabili – almeno dalle fonti pubbliche che ho provato – squisite: veri Grand Cru dell’acqua.
Il vino è buono e buonissimo, il che non costituisce una scoperta.

Come non è certo una scoperta la qualità elevatissima dei bianchi firmati da Ampelio Bucci, sulle ridenti - e talvolta accigliate - campagne di Ostra Vetere, non lontano da Jesi. Bianchi capaci di rivaleggiare con le maggiori etichette estere, dalla Terra del Fuoco fino al Mar Cinese Meridionale. 

Due giorni fa ho potuto condurre una degustazione-blitz presso le cantine semideserte dell’azienda, nella quiete che prepara la tempesta delle vendemmie e delle vinificazioni (la prossima settimana o poco dopo). Di seguito qualche nota volante. 

Da botte

Vigna montefiore 2017

puro, già equilibrato, bella vena salina, frutto di pera fresca, succoso. Assai promettente. 

Taglio provvisorio di Villa Bucci 2017
più fresco e reattivo della vigna Montefiore, articolato, vivo, spiritoso nel lungo finale.

Vigna Bando 2016
naso che accenna una certa complessità, nocciola tostata su sfumature di agrume fresco. 

Vigna Bando 2017
frutto più carnoso e grasso rispetto alla stessa parcella del 2016, frutto anche più limpido: ma si tratta di fasi, ovviamente. 

Imbottigliato

Verdicchio dei Castelli di Jesi Bucci 2017 
molto bello al naso, aperto, luminoso, tenuemente agrumato, integra magnificamente il sostenuto grado alcolico. 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva Villa Bucci 2015
austero, piuttosto complesso, leggermente lattico all’olfatto; bocca di bella pienezza senza risultare in alcun modo pesante, carnosa, ampia.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva Villa Bucci 2010 
burro, cera d’api, assetto più largo che rilevato all’olfatto; palato invece più dinamico, rimanendo in un quadro aromatico tendente al morbido. Con l’aria come spesso succede il vino ti frega, acquistando scioltezza e ritmo. Magnifico. 

Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva Villa Bucci 2005
colore giallo carico, naso che meursaulteggia tra aromi di frutta secca tostata, fiori e arancia; al gusto ha più movimento e articolazione del 2010, anche più allungo e profondità. Spettacolare. 

COMMENTI (1) AGGIUNGI UN COMMENTO



* Campi obbligatori

Amadio Ruggeri
22 agosto 2018 13:20 Non vale caro Fabio, questi sono colpi bassi. Sono in Grecia, dove trovare un buon vino non è affatto facile, e queste tue note mi hanno stuzzicato parecchio (adoro il verdicchio). Ps Per non restare a secco mi sono comunque portato un cartone di bianco di Antonio Camillo.