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Borgogna – Le vigne della Côte d’Or: in uscita l’opus magnum di Armando Castagno

di Fabio Rizzari 06 ott 2017 0

Uno dei maggiori esperti di vino della penisola firma una monumentale monografia sulle vigne più famose della Borgogna.

Finalmente, dopo le traversìe* di salute dell’estate scorsa, sono riuscito a rivedere di persona i sodali Armando Castagno e Giampaolo Gravina. A casa di quest’ultimo ci siamo fatti due giorni fa una robusta còfana di rigatoni alla carbonara (per la verità, mezzi rigatoni: “Ragazzi, butto i riga, per oggi niente toni”, ci ha prevenuto Giampaolo buttando la pasta), eseguiti da loro a quattro mani mentre io versavo il vino: un bianco borgognone portato da Armando di zona (relativamente) poco battuta, un Viré-Clessé 2010 Château de Besseuil “recolté et vinifié” dal celebre Jean Thévenet. Il quale ha dato:

* incipit nota degustationæ *
Colore giallo pieno, dorato, caldo, qualche riflesso più spento a segnalare piena maturazione e prossimo scollinamento verso l’ossidazione. Profumi tra il vegetale e il – tenue – boisé, frutto maturo, sfumatura di confetto; sapore ampio e ben rilevato, la spina/spinta acida è adeguata e il finale netto, salino, molto più tonico e vivo del previsto.  
* explicit nota degustationæ *

A proposito di vini borgognoni. Il tam tam tra appassionati, enomaniaci, palati esperti, conoscitori/connaisseurs d’Italia si fa sempre più rimbombante: è ormai prossimo all’uscita l’opus magnum di Armando sui vigneti della Borgogna. Frutto di molti anni di studio, sopralluoghi, visite ai produttori, degustazioni, Borgogna – Le vigne della Côte d’Or si pone già ora, prima ancora di essere tangibile e compulsabile, come una pietra miliare della critica enologica italiana, e non soltanto.

Il suo valore si misurerà innanzitutto in qualità della scrittura, profondità di analisi della storia e delle caratteristiche della regione, minuziosità della descrizione dei singoli lieux-dits, o cru, o singole vigne, ampiezza della ricognizione negli apparati (annate, carte topografiche, etc). Ma volendo si misurerà anche in bruti dati poderali: il volume, di circa 800 pagine, pesa oltre quattro chili. E sarà ulteriormente rafforzato dalle ispiratissime foto di Andrea Federici.

Ho avuto l’onore  oltre di averne fatto conoscere qualche capitolo in anteprima all’augusto Michel Bettane, che ha conseguentemente accettato con entusiasmo di firmarne la prefazione – di scriverne una breve introduzione. Che con il permesso dell’autore e dell’editore pubblicherò in questo blog fra qualche settimana, in concomitanza con l’uscita ufficiale del volume.  

La vendita en primeur del libro è già attiva nel sito buongiornovino.com, dove troverete tutti i dettagli pratici del caso, e in pochi giorni sta avendo un fiammeggiante successo di prevendite. Eccone i dati salienti:

DATI DEL PRODOTTO
Autore: Armando Castagno
Titolo: Borgogna - Le vigne della Côte d'Or
Prefazione: Michel Bettane
Introduzione: Fabio Rizzari
Fotografie: Andrea Federici
Copyright e diritti di traduzione: © Paolo Bartolomeo Buongiorno e © Armando Castagno
Città e anno di pubblicazione: Roma, 2017
Stampa: Tre Bit Edizioni, Itri (Lt)
Dimensioni: cm 27 (altezza) x cm 24 (larghezza)
Spessore: cm 4,7 circa
Copertina: rigida, da 350 g/m2
Numero pagine: 800 circa
Grammatura pagine: 135 g/m2, full color
Peso approssimativo del volume: 4,1 kg
Cellophanatura: per singola copia
Rilegatura: in brossura filo refe
Per questioni inerenti i diritti di traduzione scrivere a:
armando.castagno@yahoo.it
Prezzo di copertina: Euro 100,00
ISBN 978-88-99460-17-4

Già che ci sono, e non a margine ma a complemento: la pregevolissima opera di Giampaolo  insieme a Camillo Favaro  sullo stesso soggetto, Vini e terre di Borgogna, è prossima a una seconda edizione. Se ne attende l'uscita intorno alla fine di novembre. Scritta con grande competenza, attenta a segnalare i movimenti nello scacchiere delle case vinicole locali, a ben guardare è un perfetto péndant del librone di Armando: quello centrato sulla disamina delle vigne, senza alcuna scheda dedicata alle singole aziende; questo invece pensato e realizzato specificamente per descrivere nel dettaglio i più importanti e significativi domaine e vini della regione.
Da non mancare entrambi, direi. 

* termine ormai desueto, lo so; per i lettori più giovani, traversìa non sta per “problema dei portieri di calcio con la traversa” ma per “grave contrarietà, disavventura, avversità, vicenda dolorosa” (Dizionario Treccani)   

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