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Arriva Vini d’Autore – Terre d’Italia

di Fabio Rizzari 16 mag 2018 1

Il 20 e 21 maggio della prossima settimana si terrà la sesta edizione di uno dei più qualificati banchi d’assaggio italiani.

Organizzata dagli esperti de l’Acquabuona, il 20 e 21 maggio prossimi avrà luogo la sesta edizione di Vini d’Autore – Terre d’Italia, uno dei più ampi e stimolanti banchi d’assaggio organizzati nella madre patria: molti nuclei produttivi di grande qualità (80), moltissimi vini (400) in degustazione. Ho chiesto a Fernando Pardini, vecchio compagno d’armi e motore centrale della manifestazione, di ripercorrere alcuni passaggi della storia dell’evento.

Caro Fernando, come è nata l'idea di Vini d’Autore – Terre d’Italia?

“Nel 2013, a dieci anni dall'inizio della nostra attività di organizzazione eventi, fin lì caratterizzata dal ciclo Orizzonti e Vertici, che aveva fra i suoi capisaldi sviluppare un tema differente per ogni evento, la presenza diretta del produttore, la Versilia come teatro della rappresentazione, ci era sembrato fosse venuto il momento di tentare un bell’evento generalista con l’ambizione della continuità. Rischio mica male: apparire come superfluo, vacuo ed insignificante è un attimo.”

“Abbiamo quindi progettato l’evento immaginando di muoverci su questi indirizzi: rappresentanza “d’autore” per ogni regione italiana; esaltazione dello straordinario patrimonio di vigna del vigneto Italia, accostando terroir blasonati ad altri emergenti; esaltazione delle diversità e delle differenze. Non tanto e non solo per via dei diversi distretti rappresentati, quanto per intendimenti stilistici e “tipologie” di azienda, senza seguire - volutamente - scuole di pensiero precostituite. Insomma. dalle griffe affermate sui mercati internazionali ai vignaioli di nicchia, dai pauperisti agli opulenti, dagli organic wines ai convenzionali.”

“Questi intendimenti sono andati ovviamente affinandosi edizione dopo edizione. Diciamo che progressivamente stiamo avvicinandoci a questo orizzonte tematico. Chiaramente niente è come vorresti fino in fondo. Sono tanti i produttori che ci piacerebbe avere, sono tanti i nomi che mi cruccio di non avere ma che spero prima o poi di convincere. Mettendosi ovviamente anche nei loro panni, dal momento in cui molti di loro sono tirati per la giacchetta da una parte all’altra del pianeta, in mille eventi. E avere a che fare con produttori importanti, qualitativamente importanti, comporta sempre il rischio di sentirsi dire “no grazie”.” 

Un vostro punto di orgoglio?

“Sicuramente essere riusciti a ritagliarci uno spazio privilegiato, crediamo riconosciuto dai più, in qualità di organizzatori di eventi (Terre di Toscana è giunto quest’anno alla undicesima edizione, ed è un appuntamento calendarizzato da migliaia di appassionati ed operatori, anche internazionali) e di esserci riusciti senza avere le spalle coperte. Cioè senza aver mai ricevuto un supporto che sia uno dalle istituzioni. Nonostante gli altisonanti produttori coinvolti dai nostri eventi, nonostante il successo e l’indotto creato, nonostante i numeri. Non una istituzione, non uno sponsor (significativo) che sia uno. Abbiamo fatto tutto da soli, realizzando un circolo virtuoso di cui andiamo fieri, che va ad alimentare una produzione editoriale autonoma e indipendente, LAcquaBuona, attiva sul web dal 1999, e sono quasi venti anni!”

“L’altro punto di orgoglio, al quale non vorremmo rinunciare mai, è offrire la possibilità a qualsivoglia appassionato di partecipare all’evento attraverso un prezzo d’ingresso davvero contenuto, se pensiamo alla opportunità che viene offerta. Ci teniamo, ci teniamo che chiunque possa per un giorno almeno nella vita accostarsi a certe etichette e a certe produzioni. Soprattutto tutti coloro che certe bottiglie non se le potrebbero permettere.”

La delusione più grande?

“Non aver mai trovato una istituzione del settore, a livello regionale per esempio, che ci incoraggiasse e ci supportasse. Che ci dicesse bravi, perlomeno. Anche se c’è da dire che la cosa che ci vien peggio è quella di saperci vendere e di fare marketing “politico”, non ne siamo capaci. Viviamo nell’illusione che per noi possa parlare lo straordinario parterre che anima i nostri eventi. Che da quella evidenza chi di dovere possa trarne le adeguate considerazioni sul merito. Non è così evidentemente, ma l’illusione resta.”


I ricordi più piacevoli?

“Quando abbiamo iniziato i volti dei partecipanti, da una parte all’altra del banco di assaggio, li ricordavamo tutti, uno a uno. Un privilegio troppo grande averne smosso la curiosità e la volontà partecipativa. Da diverso tempo non ricordiamo un volto che è uno, perché ce ne sono una infinità da tenere a mente. La grande partecipazione costringe a ricordi nebulosi. Questa sensazione è piacevole e spiacevole al contempo. Il ricordo più bello quindi sono i tantissimi “grazie” che riceviamo da persone ormai senza volto. Il suono di quella parola è l’incoraggiamento più grande a continuare così, che forse stiamo facendo bene.”

Ulteriori informazioni nel sito dedicato alla manifestazione.

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amadio ruggeri
16 maggio 2018 12:14 Ci vorrebbe il dono dell'ubiquità per essere presenti nei vari eventi. Solo il prossimo fine settimana, oltre a Terre d'Italia ci sarà Vinessum a Bagnacavallo e la Fivi a Roma, con produttori e vini altrettanto interessanti. Come si fa? Possibile non si riesca a mettersi d'accordo per una migliore programmazione?