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Alla ricerca dell’Aglianico vero

di Fabio Rizzari 28 giu 2019 2

Quanti Aglianico caricaturali avete bevuto negli ultimi anni? Per fortuna se ne trovano di autenticamente espressivi.

I Cacciagalli è una casa vinicola dell’alto casertano, nelle campagne dell’antico cono vulcanico di Roccamonfina. “Cacciagalli”, oltre a essere il nome dell’azienda, suona involontariamente come un grido di guerra: estromettere i francesi dalle carte dei vini, per farci entrare con più frequenza un rosso oggi desolatamente assente da molti ristoranti e da molti scaffali: l’Aglianico.

I titolari sono Mario Basco e la moglie Diana. La superficie vitata assomma a poco meno di dieci ettari, ed è condotta in biodinamica. Le vinificazioni si svolgono in perfetta coerenza: niente lieviti selezionati, nessuna sostanza chimica di sintesi, nessuna chiarificazione né filtrazione. I vini finiti sono tenuti in acciaio e in legno (Aorivola, Masseria Cacciagalli, Mille), o in vasi di terracotta (Leneo, Lucno, Phos, Sphaeranera, Zagreo). Nonostante i nomi non proprio eufonici, sono vini di felice e sonora espressività, intensi, reattivi, molto vitali.    

La stappatura – e la conseguente scolatura – dell’Aglianico Phos 2017 mi ha restituito: bellissimo colore rosso ciliegia, davvero brillante e invitante; profumi immediatamente liberi, slanciati, aperti, del tutto privi di inflessioni rustiche; sapore dall’accelerazione rapidissima, quasi violenta nello strappo iniziale, percorso da succosi rivoli di frutto fresco e molto lineare in chiusura. Nessun freno tannico, nessuna folata di alcol.

Un magnifico conseguimento, su una varietà che – come sottolinea Basco – non ammette molti errori, né in vigna né in cantina:  “si tratta di un'uva di grandissimo pregio ma, al contempo, molto delicata e sensibile, e di conseguenza necessita di particolari attenzioni.”

Se siete alla perenne ricerca di un Aglianico vero, e non di una sua versione posticcia e deforme come il lavoro di un cattivo chirurgo plastico, questo è un indirizzo sicuro.


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COMMENTI (2) AGGIUNGI UN COMMENTO



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dantes stefano del vecchio
28 giugno 2019 14:05 ho vissuto dieci anni vicino alla loro cantina prima che la facesssero rinascere, un luogo magico (gianpaolo gravina ben conosce)...microclima stupendo sulle pendici del vulcano di roccamonfina versante est. dove scorrono le falde dell'acqua minerale che scendono a valle per la ferrarelle. Una fontanina all'ingresso della loro cantina è ancora una fortuna: è pubblica! Vini baciati dalla terra di tufo grigio. Stessa natura di terre di conca, versante nord del vulcano....zona che conosci.
Fabio Rizzari
28 giugno 2019 18:43 Vero, vini baciati dalla terra