SOTTOPIATTO

La rivoluzione del Consorzio

di Marco Bolasco 28 mar 2014 3

A Torino alla scoperta di un ristorante in cui si scrive la storia della nuova trattoria italiana.

C’è chi dice che Andrea e Pietro rappresentino per l’Italia quello che Inaki Azpitarte ha rappresentato per la Francia. Ovvero la rivoluzione del nuovo, del bistrot capace di diventare più famoso del ristorante stellato. Andrea Gherra e Pietro Vergano sono i titolari del Consorzio di Torino, la nuova trattoria italiana per eccellenza, quella capace di superare il passaggio generazionale per affermare un nuovo concetto di cucina di territorio. E lo hanno fatto nel cuore della conservatrice Torino, nel mezzo della tradizionalissima cucina piemontese, tanto da scatenare entusiasmi e dibattito fuori e dentro Slow Food e da essere presto citati sulle principali testate mondiali, New York Times incluso.

La rivoluzione l’hanno fatta davvero, i due, ma in Italia è difficile esser profeti. Anzi, per dirla tutta, forse è meglio non suscitare troppa attenzione, perché il successo genera invidie e quasi sempre si diviene bersaglio di iene. E qui al Consorzio, allora, un po’ di sano understatement sabaudo ha giovato, e ogni giorno si serve in tavola senza troppi clamori. Ma chi ci ha già provato lo sa: se non prenoti con giorni di anticipo il tavolo non c’è, a gennaio come a luglio.

Il segreto è nella formula: schietta e autentica come i due, fatta di grandi prodotti (che si cercano o si coltivano con una competenza rara) raccontati in piatti semplici. Che possono essere un risotto dai tratti piemontesi, un piatto di alici di sempre (fritte e su pane e burro) o un gioco fra animelle e nero di seppia, sul maiale incavolato (nel senso del cavolo, quello invernale) o sulla migliore fontina, non marchiata. In questo caso il Consorzio lo garantisce il nome del locale.

Al loro fianco, in cucinaMiro, giovane cuoco di provata scuola anche se questo è a tutti gli effetti un ristorante di sala. Nel senso che piatti e vini, gusti e ospitalità vengono gestiti in sala dai due patron, come accadeva una volta. E forse parte dell’originalità è proprio in questo: perché tutto passa attraverso le loro idee, il loro saper ascoltare e talvolta provocare. Come avviene per l’originalissima scelta di vini offerta dalla carta italiana con il miglior rapporto qualità/prezzo, tutta volta a raccontare il nuovo mondo del vino. Quello naturale. 

L’insieme fa la forza e al Consorzio si viene per vivere un pezzo di quella passione, fuori dagli schemi o dal già visto. Si entra per condividerla, conoscere e curiosare. Astenersi perditempo. 

Ristorante Consorzio

via Monte di Pietà 23, 10122 Torino
011 2767661
www.ristoranteconsorzio.it

COMMENTI (0) AGGIUNGI UN COMMENTO



* Campi obbligatori

Non ci sono commenti