il BOTTIGLIERE Riflessioni

Attenzione agli scaffali! Dovunque, scrutate gli scaffali!

di Fabio Rizzari 24 ago 2018 4

Tra le croste alle pareti dei ristoranti si cela ogni tanto un dipinto di valore: allo stesso modo si possono trovare bottiglie dimenticate di grande interesse

Il leggendario La cosa da un altro mondo, del 1951, è un film guidato da una logica narrativa cristallina. L’unico dubbio che lascia allo spettatore è sulla pronuncia del cognome del regista, Christian Nyby: si dirà nàibi? nìbai? nàibai?

Nel finale, vinta la lotta sanguinaria con l’alieno tra i ghiacci dell’Alaska, il giornalista lancia un appello via radio: “Attenzione al cielo! Dovunque, scrutate il cielo!”

I treasure seekers girano per il mondo a scovare opere d’arte nascoste. Sono una specie di cercatori di tartufi, pronti a indagare negli angoli più inaccessibili dei boschi. Una loro pattuglia è specializzata nelle cosiddette croste da ristorante: avete presente quegli improbabili dipinti di pagliacci tristi, di paesaggi marini spennellati in colori pacchiani, di cani da caccia marroni su sfondo marrone che affliggono le pareti dei locali meno raffinati, no?  Tra quelle croste, di tanto in tanto, scoprono un ritratto d’autore, o una natura morta di un qualche valore.

Da anni faccio all’incirca la stessa cosa con le bottiglie di vino. In buona compagnia: molti enomaniaci conoscono queste fonti di potenziale approvvigionamento. Ancora oggi, dopo almeno due decenni di voga enogastronomica diffusa, esistono infatti osterie, trattorie di provincia, posti più o meno sperduti che conservano bottiglie interessanti. In rari casi, bottiglie rare e buonissime.

Nel corso delle mie ultime due trasferte ho per esempio trovato - e solo fotografato, visto lo stato di conservazione – questi specimen:

- Chianti Classico Villa Antinori Fattoria di Paterno Riserva Numerata 1968
- Sangiovese di Romagna Il Cannone d’Oro Vallunga (magnum s.a.)
- Baden Bodensee Hagnauer Sonnenufer Spaetburgunder Winzerverein 1995
- Muscadet Rémy-Pannier (importato da Gancia – “servir très frais”)
- Brunello di Montalcino Argiano 1980

Tra i miei migliori acchiappi del passato annovero: un sublime Cornas 1979 di Alain Voge pescato in una trattoria del Salento (chissà come era finita là) e pagato credo duemila lire; un Bâtard-Montrachet Bouchard 1969 - minacciosamente aranciato alla ricognizione esterna ma ancora meravigliosamente bevibile – acquistato per poche lire da un locale in provincia di Firenze; Un Barolo Borgogno 1971 molto scolmo però del tutto vitale, iridescente nei riflessi aromatici, comprato e stappato sul momento in un posto vicino a Barbaresco (l’Antica Torre, mi pare).  

Per cui il suggerimento ai bevitori saggi è, come nel film di fantascienza degli anni Cinquanta: “attenzione agli scaffali! Dovunque, scrutate gli scaffali!”

COMMENTI (4) AGGIUNGI UN COMMENTO



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Amadio Ruggeri
24 agosto 2018 11:31 Aggiungo...attenzione agli scaffali...dei supermercati! Poco tempo fa ho acquistato in un supermercato una cassetta in legno da 6 bottiglie di un noto supertuscan al prezzo di 150 euro (che sarebbe il costo di una singola bottiglia...). Non so davvero come fosse capitata lì, sta di fatto che si è trattato di un affarone.
Cristiano
24 agosto 2018 12:25 Nel caso del cognome in questione la pronuncia corretta è: nibi
Fabio Rizzari
24 agosto 2018 16:02 Bell'acchiappo, Amadio. Grazie per l'indicazione della pronuncia corretta del cognome, Cristiano.
Paolo Angioy
26 agosto 2018 16:06 Sono fortunato possessore di un centinaio abbondante di bottiglie di vini pregiati, dalla fine anni '50 a tutti gli anni ottanta. Chi me le valuta?