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Per la serie "uno tira l'altro": i tortelli di Carnevale

di Annalisa Barbagli 02 feb 2016 1

Una ricetta di dolci fritti per dire NO alle frappe cotte al forno. E concedersi un meritato peccato di gola.

Tortelli di Carnevale

Foto di Fabio Cremonesi

L’espressione “peccato di gola” è quella che meglio descrive i dolci fritti perché, davanti a un piatto di un qualunque dolce di pasta fritta, non c’è ragionamento o dieta che tengano: sono una golosità alla quale non si resiste, siano essi frittelle, tortelli, chiacchere o zeppole e l’elenco potrebbe continuare. Questa tradizione carnevalesca appartiene a tutta l’Italia; cambiano le forme e gli impasti ma alla fine i dolci finiscono in padella con grande gioia di tutti. E che tristezza vedere al supermercato quei vassoi di frappe (chiacchere, cenci, crostoli ecc ecc) cotte al forno! Se trasgressione deve essere, che lo sia fino in fondo.

Ingredienti per 4 persone

125 g di farina 00
80 g di burro
80 g di uvetta sultanina
3 uova
½ baccello di vaniglia (o la scorza grattugiata di ½ limone)
sale

olio di arachide per friggere

zucchero semolato per i tortelli

Preparazione della ricetta

Dopo averla sciacquata, metto ad ammollare l’uvetta in acqua tiepida. Setaccio la farina. Verso 210 g di acqua in una piccola casseruola a fondo pesante e unisco il burro a pezzettini, il contenuto del baccello di vaniglia e un pizzico di sale.

Metto la casseruola sul fuoco e, appena si alza il bollore e il burro è completamente fuso, ritiro la casseruola dal fuoco, verso in un sol colpo tutta la farina e mescolo subito con il cucchiaio di legno. Rimetto la casseruola sul fuoco, con la fiamma a metà, e lavoro energicamente il composto con il cucchiaio fino a quando la pasta si stacca dalle pareti della casseruola, facendo un leggero rumore come se friggesse (pochi minuti).

Tortelli di Carnevale
Foto di Fabio Cremonesi

Spengo la fiamma e lascio intiepidire il composto prima di aggiungere le uova intere, uno alla volta mescolando energicamente e non aggiungendo il successivo fino a quando il precedente non è perfettamente incorporato all’impasto. L’impasto è molto consistente e per fare meno fatica utilizzo la frusta elettrica montata con i ganci. Alla fine, quando la pasta è bella liscia e setosa, amalgamo l’uvetta ben asciugata.

Tortelli di Carnevale
Foto di Fabio Cremonesi

Metto sul fuoco la padella con olio abbondante e, quando è moderatamente caldo (160°), calo delle palline di impasto formate con una cucchiaino da tè, senza riempire troppo la padella perché con il calore i tortelli si gonfiano. Non è necessario girarli: si voltano da soli una volta che sono gonfi e dorati da una parte.

Quando hanno preso una bella doratura uniforme, li scolo e li passo su un doppio foglio di carta da cucina. Una volta freddi li rivesto di zucchero.

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pier paolo
3 febbraio 2016 10:58 non mi piace fare commenti