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La cuoca del Presidente, oltre il film

di Annalisa Barbagli 08 dic 2016 1

Una storia da film, e infatti ci hanno fatto un film. Ma tutto è partito dal bel libro (con tanto di ricette) di Danièle Mazet-Delpeuch.

Una scena dal film "La cuoca del presidente" (2012)

Una scena dal film "La cuoca del presidente" (2012)

Di recente ho rivisto in TV il film La cuoca del presidente: a quel punto ha vinto la curiosità di leggere il libro da cui è stato tratto e così l’ho ordinato. Non è solo un libro di cucina francese, ma molto di più, quasi un’autobiografia della cuoca. Danièle Mazet-Delpeuch parla ovviamente di cucina e nel libro ci sono le ricette dei suoi straordinari piatti, ma racconta soprattutto il suo percorso di vita.

Quando era bambina è andata a vivere con la famiglia nella regione del Perigord e, ancora molto giovane, ha sposato un agricoltore della zona con il quale ha avuto 4 figli. Ha tirato su la famiglia più o meno da sola, in una fattoria dove inizialmente non c’era nemmeno l’acqua corrente. Forte della reputazione gastronomica della regione, ha allevato oche e s’è inventata i “week-end foie gras alla fattoria”, dove gli allievi imparavano appunto a preparare questa specialità tutta francese.

Dopo aver studiato l’inglese ha viaggiato, e soprattutto cucinato, negli Stati Uniti e poi di nuovo in Francia, dove è entrata in contatto con i migliori chef del Paese. Fu proprio uno di questi, Joel Robuchon, che la segnalò al Presidente della repubblica François Miterrand, che desiderava avere una cuoca di provincia nella cucina privata dell’Eliseo.

C’è rimasta due anni, e in quel periodo non sono mancati gli scontri con i membri del personale ufficiale, ma Danièle ha avuto il privilegio di cucinare per numerosi capi di Stato, nonché di accompagnare il Presidente nei viaggi ufficiali all’estero. Il tutto è raccontato con spirito e ironia, come quando ha dovuto preparare una cena nella cucina dell’abitazione privata dei Mitterrand per l’allora presidente Gorbaciov, in visita di Stato in Francia con la moglie. Era una cena fuori dal protocollo, ma comunque molto importante, e l’entrée consisteva in un soufflé de courgettes. Panico, quando la cuoca si accorge che il trasferimento dall’Eliseo a casa fa tardare gli ospiti e... che fine faranno i soufflé?

Danièle Mazet-Delpeuch
Danièle Mazet-Delpeuch

È una cucina vera quella di Danièle Mazet-Delpeuch, e le ricette del libro sono quelle che fanno ingolosire anche perché, da autentica donna di campagna, conosce bene carni, verdure, funghi e tartufi ("da noi si conosceva ogni varietà di verdura o di frutta con il suo nome: noi non parliamo di pere ma di passa-crassana per esempio. Belles de Fontenay [patate ndr], cavolo di Milano, pere del Comice…"). La sua è una cucina di ingredienti, tanto che anche nel periodo dell’Eliseo aveva insistito per fare la spesa personalmente al mercato e spesso si faceva arrivare direttamente i prodotti dal produttore, compresi i celebri tartufi dal Perigord. Le 55 ricette sono tutte invitanti, ben descritte e replicabili, certo alcune un po’ costose (una per tutte les truffes en croute), ma hanno tutte il profumo di cucina "vera".

"Cucinare è un metodo, un progetto, un piacere tutto personale che necessita di un processo mentale per organizzare tutto e implica delle solide conoscenze (dei prodotti, delle circostanze, del quadro d’insieme). Fermo restando tutto ciò e avendone la voglia, bisogna rilassarsi e lasciare che lavorino le mani… Amo il piacere di diffondere felicità intorno alla mia tavola".

Il libro non è mai stato tradotto in italiano.

Danièle Mazet-Delpeuch
Carnet de cuisine. Du Perigord à l’Elysée
Bayard
Montrougue (France), 2012
prezzo di copertina: 17 €

COMMENTI (1) AGGIUNGI UN COMMENTO



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chiara
19 febbraio 2017 17:03 Peccato non sia stato tradotto, grazie per la segnalazione e guarderò , anzi gusterò il film. Chiara