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La cicerchia dimenticata

di Annalisa Barbagli 20 mar 2015 1

Un legume da riscoprire.

Cicerchia

La cicerchia - Foto di Paolo della Corte

La cicerchia è uno di quei legumi tristemente caduti in disgrazia negli anni passati, forse perché si tratta di un cibo povero, forse perché chi ha vissuto gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale avendone mangiate anche troppe non ne voleva neanche sentire parlare. Ed è un peccato perché non solo la cicerchia è buona, è anche economica e molto digeribile.

Oggi la cicerchia vive un nuovo momento felice ed è coltivata in molte zone dell’Italia centrale. È una coltivazione che ha bisogno di poche cure perché resiste anche in condizioni difficili, alla siccità e a temperature molto basse, a tal punto che la sua è detta una coltura di assicurazione perché dà sempre un buon raccolto, anche quando le altre falliscono. È insomma pianta preziosa, ricca di vitamine, di proteine e di amido, di calcio, fosforo e fibre.

La cicerchia decorticata - Foto di Paolo della Corte
Foto di Paolo della Corte

Come tutti i legumi secchi, anche la cicerchia deve essere tenuta a bagno prima della cottura e, nel suo caso, occorre cambiare due o tre volte l’acqua dell’ammollo per eliminare l’amarognolo derivato dalla latirina. In compenso ha bisogno di una cottura più breve di ceci e fagioli; sono sufficienti circa tre quarti d’ora. Quelle decorticate si possono invece cuocere direttamente senza ammollo.

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Luce
27 aprile 2016 15:43 La cicerchia la dobbiamo grazie ai Celti sono stati loro a portali in Italia e non sono di origine Medio Orientali come affermano quelli di Ecor che vanno contro gli archeologi e gli altri esperti, grazie per il post, l'ho preparata ieri e oggi la devo mangiare, l'ho assaggiata nella cottura, Ecor mette 50 minuti ma ci vuole più di un'ora se no è dura ma il sapore è simile ai ceci, molto gustosa per me.